giovedì, 9 Luglio 2026
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Approvata all'unanimità la mozione per sostituire gradualmente i fuochi d'artificio di Santa Rosalia con coreografie hi-tech e sostenibili

Festino di Santa Rosalia, droni al posto dei fuochi d’artificio

C’è un momento, nella notte tra il 14 e il 15 luglio, in cui Palermo trattiene il fiato. Quell’attimo viene spezzato dal boato assordante dei giochi pirotecnici, l’atto finale con cui la città saluta la sua “Santuzza“. Ma i tempi cambiano.

La mozione del consigliere

Il Consiglio comunale del capoluogo siciliano ha tracciato una linea di confine tra il passato e il futuro, approvando all’unanimità una mozione (presentata dal consigliere Carmelo Miceli) che guiderà Palermo verso una transizione epocale: la progressiva sostituzione dei fuochi d’artificio con coreografie di droni luminosi.

Non si tratta di una censura della memoria, né di un attacco alla tradizione. Al contrario, è un atto di evoluzione culturale. Se scaviamo nella storia, scopriamo che gli stessi fuochi d’artificio, quando apparvero per la prima volta nel Festino del XVII secolo, furono accolti come una sbalorditiva e tecnologica novità barocca. Portavano lo stupore laddove c’era il buio. Oggi, nel XXI secolo, lo stupore ha bisogno di un’altra lingua per esprimersi: quella della precisione millimetrica, della luce pura e del rispetto per l’ambiente.

Il festival dei droni non è più un esperimento da film di fantascienza. Città come Torino, per San Giovanni, o Venezia, per la Festa del Redentore, hanno già dimostrato che la poesia visiva non ha bisogno di polvere da sparo per emozionare. La stessa Palermo ha già testato il terreno lo scorso giugno con il DroneArt show all’ippodromo della Favorita.

DroneArt Show all’ippodromo (foto Facebook)

Scegliere i droni per la festa più importante della città significa lanciare un messaggio culturale fortissimo. Significa riconoscere che la bellezza non deve per forza fare rumore, né ferire. Il trauma acustico che i tradizionali botti infliggono ai neonati, alle persone con particolari sensibilità e agli animali domestici (oltre alla fauna urbana) non è più un prezzo accettabile da pagare in nome del folklore. A questo si aggiunge l’azzeramento dei residui chimici e dei fumi tossici che per ore fluttuano sopra il mare e i tetti della città alla fine di ogni Festino.

I droni già nel festino del 2027

La transizione sarà graduale e non partirà quest’anno: la cittadinanza avrà il tempo di abituarsi a un nuovo tipo di incanto. Già l’anno prossimo sarà un mix di droni e fuochi. I droni, a quanto pare, prenderanno il volo e illumineranno il cielo dal Palazzo dei Normanni.

Da Tokyo a Piazza San Pietro: la tecnologia che unisce arte e fede

Il festival dei droni non è più un esperimento da film di fantascienza, ma una realtà consolidata nei più grandi palcoscenici mondiali. Se la rotta è stata tracciata da eventi globali come i Giochi Olimpici di Tokyo 2020 e i futuristici capodanni di Shanghai e Shenzhen, o ancora dal celebre Festival of Lights di Berlino, l’ispirazione più vicina alla sensibilità del Festino arriva direttamente dal cuore della cristianità.

Il 13 settembre 2025, Piazza San Pietro a Roma è stata lo scenario del concerto evento Grace for the World”, dove tremila droni luminosi hanno danzato nel cielo capitolino ricreando giganteschi e straordinari affreschi ispirati ai Papi, a icone religiose e alle opere di Michelangelo. Una dimostrazione plastica di come l’hi-tech possa mettersi al servizio del sacro e della devozione popolare, unendo arte, musica e spiritualità in un’esperienza collettiva inedita.

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