sabato, 4 Luglio 2026
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Fallisce ancora il tentativo di vendita dello storico immobile di viale Regione Siciliana

Ex Grande Migliore, anche la terza asta va deserta

Ancora un nulla di fatto per la vendita dell’ex Grande Migliore. Anche il terzo tentativo di cedere il complesso immobiliare che per decenni ha rappresentato uno dei simboli del commercio palermitano si è concluso senza alcun acquirente. La procedura telematica dell’asta giudiziaria, aperta il 10 giugno e chiusa il 25 giugno 2026, non ha infatti registrato offerte né manifestazioni di interesse.

Si tratta dell’ennesimo capitolo di una vicenda che si trascina ormai da oltre un decennio. Dopo i due precedenti tentativi di vendita andati deserti nel 2025, prima a febbraio e poi a giugno, anche questa volta il mercato non ha risposto all’appello nonostante il prezzo richiesto fosse stato fissato a 15,2 milioni di euro.

L’avviso di vendita era stato pubblicato nei mesi scorsi su diverse piattaforme specializzate in aste giudiziarie, tra cui Doauction, ed era stato sottoscritto dai curatori fallimentari Alberto Marino e Giovan Battista Di Pasquale, rispettivamente per Migliore Spa e Migliore Parcheggi e Servizi Srl.

Il lotto proposto agli investitori comprende un patrimonio immobiliare ben più ampio rispetto al solo edificio dell’ex grande magazzino di viale Regione Siciliana. Ne fanno parte infatti anche l’immobile Arredo&Verde di via Buzzanca, danneggiato da un incendio lo scorso gennaio, l’immobile Accademia di via Oliveri Mandalà, oggi locato e sede di un Conad Superstore, un parcheggio ancora da completare e due impianti fotovoltaici.

Nonostante la consistenza del patrimonio messo in vendita, il complesso continua a non trovare un compratore. A pesare potrebbero essere sia l’entità dell’investimento richiesto sia le prospettive di valorizzazione delle strutture, in un mercato immobiliare che continua a mostrare cautela di fronte a operazioni di grandi dimensioni.

Il prossimo tentativo di vendita dovrebbe essere programmato per l’autunno. Come previsto dalla procedura, all’ennesimo esito negativo seguirà con ogni probabilità un ulteriore ribasso del prezzo base, che potrebbe essere ridotto del 15%. Una misura che punta a rendere più appetibile il complesso e ad attirare l’interesse di operatori e investitori.

Resta però da capire se il nuovo sconto sarà sufficiente a sbloccare una situazione che affonda le sue radici nel 2014, anno in cui venne dichiarato il fallimento della società che gestiva quello che per molti palermitani è stato uno dei primi e più grandi megastore della città.

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