Il parco acquatico Etnaland di Belpasso, in provincia di Catania, non aprirà al pubblico per la stagione 2026. La direzione della struttura ha annunciato ufficialmente la sospensione delle attività per l’anno in corso. La decisione, come specificato in una nota dell’azienda, è la diretta conseguenza dell’impossibilità tecnica e logistica di avviare la stagione, a seguito del sequestro preventivo che ha interessato la struttura nei mesi scorsi.
Attraverso il comunicato ufficiale, la direzione del parco ha chiarito i motivi organizzativi che impediscono la ripresa delle attività: “La preparazione di una stagione richiede mesi di manutenzioni, verifiche tecniche, formazione del personale e organizzazione“. Per questo motivo, precisa l’azienda, “anche nell’eventualità di un futuro dissequestro, i tempi ormai disponibili non permetterebbero di completare tutte le attività necessarie per riaprire nel 2026 garantendo gli standard di qualità e sicurezza”.
Il blocco deriva da un provvedimento di sequestro preventivo emesso nell’ambito di un’inchiesta per violazioni di natura ambientale. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania, hanno avuto inizio nell’agosto del 2022. Durante un sorvolo di controllo del territorio per la tutela ambientale, il personale della guardia costiera aveva individuato, in un’area adiacente alla struttura, delle grandi buche contenenti ingenti quantità di rifiuti.
A seguito di tali controlli, nel settembre 2022 i militari del nucleo operativo di polizia ambientale della guardia costiera hanno apposto i sigilli a una discarica abusiva. L’area era stata realizzata in un ampio appezzamento di terreno dove, secondo quanto emerso dalle indagini, venivano incendiati in modo metodico i rifiuti prodotti dal contiguo parco acquatico.
In merito agli accertamenti sulle modalità di gestione aziendale, la direzione di Etnaland ha inserito nel proprio comunicato una precisazione riguardo all’incolumità del pubblico e dello staff, sottolineando che le indagini “non riguardano alcuna situazione che possa aver coinvolto, neppure indirettamente, la sicurezza degli utenti e dei lavoratori“. L’azienda ha inoltre ribadito di aver collaborato attivamente e con trasparenza con le autorità competenti, mettendo a disposizione tutti gli elementi utili alle verifiche.
La proprietà ha infine espresso dispiacere per le ricadute occupazionali ed economiche della mancata apertura stagionale. Le conseguenze dello stop, scrive l’azienda, “non riguarderanno soltanto la proprietà, ma soprattutto centinaia di lavoratori e le loro famiglie, le imprese che collaborano con noi e un territorio che, negli anni, è cresciuto insieme al parco”.


