Più di otto giovani siciliani su dieci non credono che la propria condizione migliorerà nei prossimi dieci anni. È uno dei dati più significativi emersi dal report di Ora!, il movimento fondato dall’economista Michele Boldrin e dall’imprenditore Alberto Forchielli, che ha analizzato aspettative, lavoro ed emigrazione tra i giovani dell’Isola.
L’indagine, condotta su 1.150 siciliani tra i 18 e i 40 anni, restituisce il quadro di una generazione segnata dalla sfiducia. Secondo il report, il 73% degli intervistati pensa «spesso» o «sempre» che le cose non cambieranno mai, mentre l’81% non si aspetta alcun miglioramento nei prossimi dieci anni.
Uno dei temi centrali riguarda la possibilità di lasciare la Sicilia per costruire il proprio futuro altrove. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la principale ragione indicata non è la mancanza assoluta di lavoro, ma l’assenza di prospettive di carriera, indicata dal 53% degli intervistati. Seguono il mancato riconoscimento del merito (37%) e il clientelismo (33%).
Il report evidenzia inoltre una correlazione tra livello di istruzione e fiducia nelle opportunità offerte dall’Isola. Più aumenta il titolo di studio, minore appare la fiducia nella possibilità di costruire il proprio futuro in Sicilia. Tra i giovani con titoli di studio più elevati cresce infatti la quota di chi valuta di trasferirsi altrove o ritiene difficile poter restare.
L’analisi registra comunque anche una fascia di giovani più ottimisti: il 55% di coloro che si dichiarano fiduciosi ritiene ancora possibile un miglioramento delle condizioni dell’Isola.
«Partendo dai sondaggi, Ora! Sicilia ha sviluppato cinque proposte per cambiare le condizioni strutturali del disallineamento tra domanda e offerta di lavoro qualificato», ha dichiarato Carmelo Abate, componente del direttivo nazionale del movimento.
I risultati dell’indagine hanno suscitato reazioni nel mondo politico siciliano, a partire dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
«Il dato che emerge dall’indagine oggi sui mezzi di informazione va letto con grande attenzione: 1.150 giovani siciliani tra i 18 e i 40 anni hanno raccontato una percezione di sfiducia verso il futuro della nostra terra. È un messaggio che non possiamo ignorare», ha scritto Schifani sui social.
Secondo il governatore, la politica è chiamata a dare risposte concrete alle nuove generazioni. «Quando un giovane pensa che nei prossimi anni la propria vita possa migliorare altrove più che in Sicilia, la politica deve interrogarsi e soprattutto deve agire».
Schifani ha però respinto l’idea di una Sicilia destinata inevitabilmente a perdere i propri talenti. «La Sicilia non è una terra condannata a perdere i suoi talenti. Stiamo lavorando per cambiare questa prospettiva, con investimenti, infrastrutture, sostegno alle imprese, nuove opportunità e una maggiore capacità di attrarre chi vuole costruire qui il proprio futuro».
Il presidente della Regione ha inoltre sottolineato come l’esperienza fuori dall’Isola possa rappresentare un’opportunità di crescita, ma non debba trasformarsi in una resa. «Andare via, quando è una scelta di crescita e di esperienza, può essere un’opportunità. Ma non deve mai diventare un alibi per arrendersi, per pensare che nulla possa cambiare e che la rassegnazione sia l’unica risposta possibile».
«Ai giovani non chiediamo fiducia sulla base delle parole: chiediamo di guardare ai fatti e di giudicare il cambiamento che stiamo costruendo», ha aggiunto Schifani, concludendo che «il futuro dei nostri giovani non deve essere un futuro da cercare altrove, ma un futuro che possiamo costruire qui».
Alle dichiarazioni del presidente della Regione ha replicato il capogruppo del Partito Democratico all’Ars, Michele Catanzaro, che ha attribuito la sfiducia emersa dal sondaggio alle responsabilità del governo regionale.
«Schifani, commentando il dato, ha parlato di una Sicilia che sta cambiando, di investimenti, infrastrutture, nuove opportunità. Ma le parole, da sole, non bastano», ha affermato Catanzaro.
Per l’esponente dem, «se i giovani non hanno fiducia in un futuro in Sicilia, la prima responsabilità ricade su chi la Sicilia la governa: un centrodestra e un presidente della Regione che non sanno programmare e si limitano a improvvisare. Non è la narrazione che cambia la percezione dei giovani siciliani, sono i fatti».
Catanzaro ha quindi rivendicato l’attività legislativa del gruppo Pd all’Assemblea regionale siciliana, ricordando la presentazione di proposte per contrastare l’emigrazione giovanile e favorire la permanenza dei giovani qualificati nell’Isola.
«Abbiamo inoltre proposto interventi mirati, come strumenti di sostegno all’occupazione con particolare attenzione ai neo-laureati, per creare le condizioni affinché i nostri giovani abbiano la possibilità di crescere e lavorare in Sicilia. Oltre, naturalmente, alle nostre tante battaglie per il diritto allo studio».
Infine, l’affondo politico nei confronti dell’esecutivo regionale: «Da parte nostra sono arrivate proposte concrete. Schifani, invece, cosa ha fatto davvero per i giovani siciliani? La verità è che per questo governo, governare significa solo occupare poltrone e gestire potere».


