Fratelli d’Italia non parteciperà al Palermo Pride. La presa di distanza arriva a pochi giorni dalla manifestazione e apre un confronto politico all’interno della stessa maggioranza che sostiene il sindaco Roberto Lagalla.
Infatti, l’amministrazione comunale era stata presente alla conferenza stampa di presentazione dell’evento. In quell’occasione l’assessore Fabrizio Ferrandelli aveva ribadito il sostegno del Comune all’iniziativa, affermando che l’amministrazione sarà al fianco di chi chiede maggiori diritti e libertà.
Secondo Fratelli d’Italia, però, il Pride avrebbe assunto nel tempo una connotazione politica che andrebbe oltre le rivendicazioni legate ai diritti della comunità LGBTQ+. A dirlo è l’assessore alla cultura e segretario cittadino del partito Antonio Rini.
“Il Pride a Palermo è diventato palesemente una manifestazione contro il governo Meloni”, ha dichiarato Rini all’Adnkronos. “Proprio per questo Fratelli d’Italia non la può condividere né sostenere”.
L’assessore ha fatto riferimento anche ad alcune contestazioni rivolte negli anni scorsi alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e alle critiche espresse al governo durante la conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2026.
“Una cosa è rivendicare il proprio diritto, un’altra è che il Pride diventi una manifestazione di dissenso politico”, ha aggiunto Rini. “Noi siamo per i diritti di tutti e di ciascuno. Ma non condividiamo che una manifestazione di questo tipo si trasformi in una protesta contro il governo”. E sul sostegno del Comune dichiara: “Il sindaco è sintesi di una coalizione nella quale esistono più posizioni. La nostra è una posizione che abbiamo sempre espresso con chiarezza e continuità”.
Le dichiarazioni hanno provocato la reazione della consigliera comunale del Partito Democratico Mariangela Di Gangi. In una nota diffusa sul sito del Comune, ha dichiarato: “C’è la consueta contraddizione della destra palermitana. Ieri l’amministrazione comunale era rappresentata alla conferenza stampa del Palermo Pride. Oggi Fratelli d’Italia sostiene che il sindaco non possa condividere le rivendicazioni del Pride perché deve rappresentare anche chi le osteggia. È difficile capire quale sia la posizione reale della maggioranza che governa Palermo. Da una parte si riconosce il valore del Palermo Pride, dall’altra lo si attacca. Come spesso accade, il sindaco Lagalla preferisce non chiarire.
La verità è che le battaglie di retroguardia di Fratelli d’Italia si scontrano con la realtà. Lo dimostreranno le migliaia di persone che sabato 20 giugno attraverseranno Palermo per chiedere una città più libera, più aperta, più laica e più giusta”.


