lunedì, 15 Giugno 2026
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La giornalista Tiziana Lenzo racconta la sua storia nel libro Paolo Giaccone. Storia, eredità scientifica e morale

Paolo Giaccone, 40 anni dopo: un libro tra memoria, scienza e legalità

A oltre quarant’anni dall’assassinio di Paolo Giaccone, medico legale e docente universitario, un nuovo volume ne ripercorre la vicenda umana e professionale. La mafia lo uccise l’11 agosto 1982 dopo il suo netto rifiuto di modificare una perizia dattiloscopica, trasformandolo in uno dei simboli più autorevoli dell’etica professionale e del senso delle istituzioni.

La giornalista Tiziana Lenzo racconta la sua storia nel libro Paolo Giaccone. Storia, eredità scientifica e morale tra interviste e ricordi, pubblicato da Torri del Vento. L’opera colma una lacuna editoriale significativa. Finora nessuno aveva dedicato un volume interamente a questa figura esemplare della medicina legale italiana.

Attraverso interviste, testimonianze dirette, atti processuali, articoli dell’epoca e documenti recuperati negli archivi dell‘ex Facoltà di Medicina, l’autrice ricostruisce il percorso personale e professionale di Giaccone. Il libro approfondisce inoltre il contesto sociale e politico della Palermo di quegli anni, segnata dal peso della criminalità mafiosa.

«La mafia uccise Giaccone perché svolse il proprio lavoro con rigore e coerenza» sottolinea Tiziana Lenzo. «Ho voluto rendere omaggio alla sua memoria e, allo stesso tempo, riflettere sul valore della responsabilità individuale nelle istituzioni e sul significato dell’impegno pubblico».

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La giornalista Tiziana Lenzo, autrice del libro su Paolo Giaccone

Dopo l’esordio dello scorso 6 giugno alla rassegna “Una Marina di Libri”, il volume tornerà al centro dell’attenzione il prossimo 30 giugno alle ore 18, quando la libreria Feltrinelli di via Cavour ospiterà la presentazione ufficiale.

La prefazione di Leoluca Orlando

«La storia umana, l’esperienza professionale e la sua uccisione – scrive Leoluca Orlando nella prefazione – hanno reso il professore Paolo Giaccone, professionista di grande umanità, un eroe normale in una realtà palermitana segnata da una violenza straordinaria, dove società e istituzioni erano profondamente condizionate dall’arroganza criminale mafiosa, divenuta sistema culturale e istituzionale. Le coraggiose testimonianze raccolte in questo doveroso esercizio di memoria richiamano diffuse omissioni, reticenze e assordanti silenzi, anche da parte di chi operava nelle istituzioni e nel mondo universitario e medico. Il libro di Tiziana Lenzo restituisce una memoria viva che continua a interrogare il presente, ponendo domande ancora attuali sulla responsabilità individuale e collettiva».

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