martedì, 9 Giugno 2026
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Ponte sullo Stretto, inchiesta per corruzione: tre indagati e perquisizioni del Ros

La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Le indagini, coordinate dai magistrati della Capitale e affidate ai carabinieri del Ros, hanno portato all’esecuzione di un decreto di perquisizione nei confronti di tre persone ritenute coinvolte in un presunto tentativo di influenzare l’esame di legittimità della Corte dei Conti relativo all’approvazione del progetto definitivo dell’opera.

Gli indagati sono Giacomo Saccomanno, avvocato settantunenne della provincia di Reggio Calabria ed ex consigliere di amministrazione della società Stretto di Messina Spa, Vincenzo Virgiglio, imprenditore sessantacinquenne originario di Reggio Calabria ma residente a Roma, e Tommaso Miele, settantenne ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, andato in pensione nel febbraio del 2026.

L’ipotesi accusatoria sostiene che Saccomanno e Virgiglio avrebbero cercato di condizionare il giudizio della magistratura contabile in favore della società Stretto di Messina Spa. In particolare, secondo gli inquirenti, i due avrebbero avvicinato il magistrato contabile promettendogli sostegno per ottenere incarichi in enti pubblici dopo il pensionamento. Tale appoggio sarebbe stato subordinato a una sua concreta attività finalizzata a favorire gli interessi della società impegnata nella realizzazione dell’infrastruttura.

Secondo l’accusa i due indagati avrebbero tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili al raggiungimento degli obiettivi del gruppo e avrebbero divulgato a soggetti terzi informazioni coperte da segreto d’ufficio. Tali notizie sarebbero state acquisite proprio attraverso il magistrato della Corte dei Conti coinvolto nell’indagine.

Secondo gli investigatori, Tommaso Miele avrebbe manifestato la propria disponibilità a collaborare con gli altri indagati, fornendo aggiornamenti costanti sull’andamento della procedura in corso presso la Corte dei Conti. Avrebbe inoltre rivelato informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati e sullo sviluppo della Camera di Consiglio convocata in adunanza plenaria per esaminare il progetto.

L’ex magistrato contabile sarebbe stato coinvolto anche dopo la decisione sfavorevole adottata il 29 ottobre 2025. In base a quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe esaminato gli esiti del provvedimento e si sarebbe impegnato a predisporre una memoria nell’interesse della Stretto di Messina Spa da consegnare al commercialista della società. In cambio avrebbe manifestato interesse a ricoprire incarichi di prestigio, tra cui la presidenza dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato o la guida di una società partecipata.

Le accuse contestate ai tre indagati, in concorso tra loro, comprendono corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio.

Nel corso delle perquisizioni, eseguite a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone, i carabinieri del Ros hanno sequestrato diversi dispositivi elettronici e documenti. Il materiale acquisito sarà ora sottoposto ad approfondite analisi investigative per verificarne l’eventuale rilevanza probatoria rispetto alle ipotesi di reato formulate dalla Procura.

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