Il governo ha deciso di estendere fino al 3 luglio le agevolazioni sui carburanti. Per la benzina resta invariato lo sconto di circa 5 centesimi al litro (Iva inclusa), mentre per il diesel l’esecutivo dimezza il beneficio da 10 a 5 centesimi.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha firmato il nuovo decreto, concordato con il ministero dell’Ambiente e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Lo Stato finanzierà l’intervento con il maggiore gettito Iva generato dall’aumento dei prezzi energetici. Le accise sulla benzina rimangono ferme a 622,90 euro ogni mille litri. Sul gasolio, invece, il taglio si riduce ulteriormente dopo la precedente sforbiciata introdotta nelle settimane scorse.
La proroga arriva in una fase caratterizzata da prezzi in calo. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio del Ministero dello Sviluppo economico, nelle stazioni self service lungo la rete ordinaria la benzina viaggia sotto i due euro al litro, mentre il diesel si mantiene poco al di sotto di quella soglia. Anche in autostrada i prezzi mostrano una tendenza al ribasso, pur restando più elevati rispetto alla rete urbana.
Il ministro delle Imprese Adolfo Urso difende la scelta del governo e sottolinea la volontà di contenere gli effetti dell’inflazione su famiglie, lavoratori e imprese. Le associazioni dei consumatori, però, contestano la riduzione dello sconto sul diesel.
L’Unione Nazionale Consumatori definisce la misura un errore e avverte che il prezzo del gasolio potrebbe tornare sopra i due euro al litro in autostrada e avvicinarsi nuovamente a quella soglia anche sulla rete ordinaria.
Anche il Codacons critica il provvedimento. Secondo l’associazione, il minor sconto sul diesel comporterà una spesa aggiuntiva per milioni di automobilisti e peserà sui costi dei rifornimenti settimanali.
Dopo quattro decreti legge e due decreti ministeriali, il governo considera questa proroga l’ultimo intervento sul sistema delle accise mobili. Bruxelles e il Fondo Monetario Internazionale hanno espresso più volte perplessità su questo meccanismo. L’esecutivo valuta ora strumenti alternativi, tra cui bonus carburante e altre forme di sostegno che le aziende potrebbero riconoscere ai propri dipendenti.


