Gli investigatori non escludono che il dodicenne di San Vito Lo Capo volesse compiere una strage. È il sospetto emerso nelle ore successive al tentato accoltellamento del professore di Tecnologia e che ora guida gli approfondimenti della Procura per i minorenni di Palermo.
I messaggi sui social
Dopo l’aggressione a scuola, il dodicenne di San Vito Lo Capo è rientrato a casa e ha ripreso a frequentare l’ambiente virtuale che da tempo occupava gran parte delle sue giornate: TikTok. Nelle ore precedenti all’attacco aveva già lasciato intendere le proprie intenzioni ai contatti conosciuti online. In un messaggio pubblicato sul social aveva scritto in inglese «Non datemi la colpa per quello che farò tra quattro ore».
Terminato il tentativo di aggressione nei confronti del professore di Tecnologia, il ragazzo è tornato sui social e ha commentato l’accaduto con tono di sfida. «La Polizia non è mai venuta a cercare Gabriel, sorprendentemente, quindi va tutto bene». In realtà, i Carabinieri avevano già informato la Procura per i minorenni della situazione.
Tra i messaggi comparsi online, alcuni utenti hanno chiesto se esistesse un video dell’episodio e se il ragazzo avesse avuto ulteriori contatti con una persona indicata genericamente come “quel tipo”. Proprio l’identità di questo soggetto rappresenta uno dei punti che gli investigatori intendono chiarire. Potrebbe trattarsi della vittima dell’aggressione oppure di qualcuno che avrebbe incoraggiato il giovane ad agire.
Ieri mattina la procuratrice per i minorenni di Palermo, Claudia Caramanna, ha ascoltato il dodicenne nella sede del Comando provinciale dei Carabinieri di Trapani. Al termine dell’incontro, la magistrata ha spiegato che il ragazzo avrebbe manifestato la volontà di compiere un gesto molto più grave, ispirandosi alle vicende dei protagonisti delle stragi che aveva celebrato persino sul casco indossato durante l’azione.
La Procura ha quindi aperto un fascicolo contro ignoti e valuta l’ipotesi di istigazione a delinquere, con le aggravanti previste dalla legge nei casi che coinvolgono strumenti telematici o reati particolarmente gravi.
Le indagini
Gli investigatori stanno analizzando in modo approfondito lo smartphone utilizzato dal ragazzo. Oltre alle chat, il dispositivo potrebbe contenere filmati e conversazioni utili a ricostruire i contatti avuti nei giorni precedenti all’aggressione. L’obiettivo consiste nel verificare se qualcuno abbia spinto o incoraggiato il minore a mettere in atto il proprio piano.
Parallelamente, i Carabinieri esaminano i profili social gestiti dal dodicenne. Uno dei due era comparso pochi giorni prima dei fatti e conteneva messaggi che annunciavano un gesto clamoroso. Attraverso l’altro account, invece, il ragazzo continuava a interagire con diversi utenti.
Il professore Sergio Falbo ha ricostruito quei momenti drammatici. Secondo il docente, lo studente è arrivato in ritardo e si è presentato in aula con un casco insolito e un coltello da cucina in mano. Il ragazzo avrebbe tentato più volte di colpirlo prima che lui riuscisse a bloccarlo. Nonostante la concitazione dell’episodio, l’insegnante ha riportato soltanto lievi ferite a un braccio.
Falbo invita comunque a non trasformare il giovane in un mostro. Lo descrive come un ragazzo fragile ma intelligente e sensibile, e continua a sperare che il suo obiettivo principale fosse realizzare un video sensazionale più che ferire qualcuno.
Anche l’assessore regionale all’Istruzione, Mimmo Turano, ha espresso solidarietà al docente e agli studenti che hanno assistito alla scena. Nei prossimi giorni visiterà l’istituto scolastico per incontrare insegnanti, alunni e familiari del dodicenne. Turano richiama l’attenzione sul rapporto tra minori e social network, sottolineando il rischio che molti ragazzi entrino in contatto con contenuti estremi o pericolosi.
Il dirigente scolastico Alberto Ruggirello ha elogiato la prontezza del professore che ha evitato conseguenze ben più gravi. Pur definendo il ragazzo piuttosto riservato, il preside ha ricordato che frequentava regolarmente i compagni e che nessuno aveva colto segnali tali da far prevedere un episodio del genere.
Il sindaco di San Vito Lo Capo, Francesco La Sala, ha attivato immediatamente i servizi sociali comunali e chiede una risposta collettiva per contrastare l’uso irresponsabile delle piattaforme digitali da parte dei più giovani. Secondo il primo cittadino, episodi simili si stanno moltiplicando e richiedono un impegno condiviso da parte di istituzioni, famiglie e scuola.

