“Quanto accaduto a San Vito Lo Capo ci colpisce profondamente. Dietro un gesto così grave non possiamo limitarci a vedere soltanto la cronaca di un fatto di violenza. Dobbiamo interrogarci sul disagio, sulla sofferenza e sulla solitudine che possono essersi accumulate nel percorso di crescita di un bambino di appena undici anni”.
Lo ha detto la Presidente del MIG, Natalia Re, commentando la notizia dell’aggressione avvenuta nella scuola media di San Vito Lo Capo, dove un alunno di undici anni avrebbe tentato di colpire con un coltello un docente durante l’orario scolastico.
“Quando un minore -continua la nota – manifesta segnali di rabbia, fragilità o disperazione, l’intera comunità educante è chiamata a interrogarsi su come intercettarli e affrontarli. La prevenzione non può iniziare dopo la tragedia: deve essere una presenza quotidiana nelle scuole, nelle famiglie e nei territori. Per questo il Mig rinnova il proprio appello affinché il Parlamento proceda all’approvazione del Kindness Act, una proposta che mira a riconoscere la gentilezza come valore sociale misurabile e come strumento concreto di prevenzione del disagio, promuovendo percorsi di educazione emotiva, relazionale e civica. La gentilezza non è un concetto astratto. È ascolto, capacità di riconoscere il dolore altrui, educazione alle emozioni, contrasto all’isolamento e alla violenza. Investire sulla gentilezza significa investire sulla sicurezza, sulla salute sociale e sul futuro delle nuove generazioni.
Il Mig – conclude – esprime la propria vicinanza al docente coinvolto, alla famiglia del giovane, alla comunità scolastica di San Vito Lo Capo e agli studenti che hanno assistito all’accaduto, auspicando che da questo episodio possa nascere una riflessione collettiva sul ruolo dell’educazione, dell’ascolto e della gentilezza come strumenti fondamentali per prevenire il disagio giovanile e costruire una società più sicura e inclusiva”
Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento di Marcello Vitaliti, Direttore dell’Oigec Osservatorio italiano dei Comportamenti e della Gentilezza in capo al MIG
“I fatti di San Vito Lo Capo -spiega Vitaliti- rappresentano un segnale che non può essere ignorato. Quando un bambino arriva a compiere un gesto estremo, è necessario interrogarsi sulle condizioni culturali, educative e relazionali che lo hanno preceduto. Viviamo in una società nella quale i giovani sono sempre più esposti a modelli aggressivi, alla pressione dei social network e a forme di solitudine che spesso restano invisibili agli adulti. Per questo servono interventi strutturali e continuativi. L’Oigec sostiene con convinzione il Kindness Act e tutte le iniziative volte a promuovere l’educazione alla gentilezza, al rispetto reciproco, alla gestione delle emozioni e alla prevenzione della violenza. Occorre rafforzare il supporto psicologico nelle scuole, formare il personale educativo e costruire reti efficaci tra istituzioni, famiglie e territorio. Ogni episodio di violenza che coinvolge un minore deve spingerci a intervenire prima, non dopo”.

