A Santo Stefano di Quisquina, comune in provincia di Agrigento, fervono i preparativi per la XXIV edizione del festival che si terrà il 30 e 31 maggio prossimi.
Nel cuore dei Monti Sicani, un territorio in cui natura, cultura e tradizione convivono in modo autentico, dando vita a un patrimonio ricco di storia, saperi e identità, una manifestazione annuale dedicata alla valorizzazione del territorio e dei prodotti tipici sicani.
Un borgo che conserva ancora oggi il legame profondo con le sue radici, tra paesaggi incontaminati, percorsi naturalistici e una comunità che custodisce e tramanda nel tempo le proprie tradizioni.
Il Comune fa parte del Distretto Rurale di Qualità dei Sicani e occupa una posizione quasi centrale rispetto al Parco dei Monti Sicani. Terra di specialità lattiero casearie e non solo, questo angolo della Sicilia vanta un’antica tradizione in un’attività che taluni definiscono “sintesi perfetta tra economia e territorio”. Il territorio ricco di acque e di terre fertili ha subìto diverse dominazioni e civiltà e i primi dati certi risalgono al 1729 quando il paese venne dedicato a Santo Stefano, probabilmente perché l’area è coronata da monti, dal greco Stefanos che vuol dire corona.
In questo contesto si inserisce la “Sagra del Formaggio e dei Prodotti Tipici Quisquinesi”, manifestazione che è diventata uno degli appuntamenti più rappresentativi del territorio e che si terrà il 30 e 31 maggio prossimi. Un evento che, anno dopo anno, celebra le eccellenze agroalimentari locali e il lavoro di produttori e artigiani che, con passione e dedizione, mantengono vive tecniche e conoscenze legate alla tradizione casearia.
Durante la sagra, il paese si trasforma: le strade si animano, i profumi raccontano storie di pascoli e lavorazioni antiche, mentre visitatori e comunità si incontrano in un clima di condivisione e partecipazione. Tra degustazioni, momenti culturali e attività legate al territorio, la manifestazione diventa un’occasione per scoprire non solo i prodotti, ma anche il valore umano e identitario che li rende unici divenendo un’esperienza che va ben oltre il gusto e che restituisce il senso più autentico di un territorio capace di raccontarsi attraverso le proprie tradizioni.
Molto più che una sagra, l’evento negli anni, è diventato un’esperienza da vivere: dalle vie del paese alle piazze, dalle storie dei produttori ai momenti condivisi con i visitatori, sempre più numerosi, che arrivano per prendervi parte.
“La Sagra rappresenta un appuntamento autentico della nostra comunità simbolo di identità, tradizione e sviluppo – dice il sindaco di Santo Stefano Quisquina Francesco Cacciatore – Questa manifestazione non è soltanto una vetrina gastronomica. È il racconto vivo della nostra storia, del lavoro quotidiano dei nostri pastori, della passione delle famiglie che custodiscono antiche tecniche di produzione tramandate di generazione in generazione. È la celebrazione di Santo Stefano Quisquina come “Città del Formaggio”, importante riconoscimento conferito dall’Onaf, l’organizzazione nazionale assaggiatori di formaggio, che premia la qualità delle nostre produzioni e il valore della nostra cultura casearia. Ma vuol essere anche un ulteriore momento di promozione del nostro territorio, delle nostre bellezze”.





Il 30 e 31 maggio Santo Stefano Quisquina diventa in un luogo da vivere intensamente, dove ogni angolo racconta qualcosa: profumi, sapori, persone, tradizioni che prendono forma davanti agli occhi dei visitatori. Due giorni intensi, costruiti momento dopo momento, tra degustazioni nel centro storico, dimostrazioni della tradizionale “quagliata” della ricotta, musica, incontri e percorsi che portano gli avventori dentro il cuore autentico del territorio.
“Come amministrazione comunale, crediamo fortemente che questa Sagra abbia un valore strategico per lo sviluppo economico e turistico di Santo Stefano Quisquina e dell’intero comprensorio dei Monti Sicani – prosegue il primo cittadino – Promuovere le nostre eccellenze significa valorizzare non solo i prodotti tipici, ma anche il patrimonio culturale, ambientale e umano. Il nostro obiettivo anche grazie al Bando di rigenerazione avuto finanziato dal Pnrr è costruire un modello di sviluppo che parta dalle radici, dalle tradizioni e dalle risorse autentiche del territorio, trasformandole in opportunità concrete per i giovani, per le imprese locali e per tutte le famiglie che continuano a investire in questa comunità per bloccare il drammatico spopolamento che investe soprattutto le aree interne”.
La manifestazione ospiterà produttori del territorio che presenteranno diversi tipi di formaggi e prodotti tipici. Un vero e proprio trionfo di sapori e saperi artigianali. La vasta scelta di prodotti sarà arricchita da un intenso programma di intrattenimento adatto a tutte le generazioni: chef d’eccezione delizieranno i visitatori con pietanze creative e degustazioni.
Saranno molti i momenti e gli eventi che compongono la Sagra del Formaggio e dei prodotti tipici quisquinesi: le degustazioni dei vari formaggi che vengono prodotti a Santo Stefano Quisquina e nelle zone limitrofe: il caciocavallo, la ricotta, la tuma, il primosale e quello stagionato. Non solo formaggio, ma sarà possibile assaggiare il miele, l’olio e l’ottima carne dei Monti Sicani. Presenti anche gli immancabili cooking show, oltre a momenti musicali e di intrattenimento caratterizzati dalle sonorità, dai linguaggi, dalle tradizioni stefanesi e del territorio dei Sicani.
La Rete dei 5 Sensi
Durante le due giornate sarà possibile svolgere delle attività esperienziali legate al progetto “Rete dei 5 sensi”, il patto interterritoriale per la valorizzazione dei prodotti locali che avrà come quartier generale l’Hub turistico, costruito all’interno dell’ex Mattatoio, che verrà inaugurato proprio in questa occasione
Cosa vedere a Santo Stefano Quisquina
Da visitare le belle costruzioni del Settecento e in particolare e la Chiesa Madre del XVI secolo dedicata a San Nicola di Bari che conserva un Crocifisso ligneo intagliato, la Chiesa del Santuario di Santa Rosalia, posto in luogo ameno, ricco di vegetazione e situato tra i monti Cammarata e delle Rose. Insigni sono le architetture urbane come il Palazzo Baronale dei Ventimiglia del 1745 e la splendida Fontana del XVIII secolo sita in piazza Castello. Il territorio è, in gran parte, adibito a pascolo ma non manca l’attività artigianale. La Riserva Naturale Orientata Monte Cammarata comprende anche il paese di Santo Stefano di Quisquina, ricordato soprattutto come luogo di devozione: a pochi chilometri dal centro abitato, sorge infatti l’Eremo della Quisquina, dove visse Santa Rosalia per dodici anni.
Il programma
Sabato 30 maggio
Ore 10,30 – Scopri Quisquina – Esperienze sensoriali oltre la Sagra (Tra le vie di S.Stefano Quisquina);
Ore 17 – Maestri del Gusto – Consegna diplomi e riconoscimenti. Cerimonia conclusiva del corso Onaf e premiazione (Hub turistico-Ex Mattatoio);
Ore 18,30 – Rete dei 5 sensi – Presentazione e Firma del Patto-Rete interterritoriale per la valorizzazione dei prodotti (Hub turistico-Ex Mattatoio);
Ore 20 – I Prodotti della Rete dei 5 sensi – Degustazione-Un momento per scoprire e assaggiare i prodotti della Rete;
Ore 20 – Dimostrazione e degustazione della tradizionale Quagliata (piazza Madrice);
Ore 22 – Serata di Musica e Parole con Antonio Modica Live – Canzoni d’autore – Rock, emozioni e canzoni che restano (Piazza Madrice).
Domenica 31 maggio
Ore 9,30: Apertura della Sagra con i Tamburi della Quisquina a cura dell’Associazione “I Tamburi della Quisquina” (Itinerante per le vie di Santo Stefano Quisquina);
Ore 10-19 – Sulle orme di Santa Rosalia – Visita all’Eremo: percorso tra Convento, Santuario e Grotta a cura della Proloco (Monte Quisquina);
Ore 10 – Piccole guide – alla scoperta del territorio a cura della Proloco di Santo Stefano Quisquina e dell’Istituto Comprensivo “A. Manzoni” (itinerante);
Ore 10 – Apertura Stand e degustazione di Formaggi e prodotti tipici del territorio (Centro storico);
Ore 10,30 – Dimostrazione e degustazione della tradizionale Quagliata (Centro storico);
Ore 10,30 – Ingresso Banda Musicale V. Bellini a cura dell’Associazione “Arquam” (itinerante);
Ore 11 – Ingresso ed esibizione gruppo Sikania Folk a cura di “Sikania Folk” (itinerante);
Ore 12 – Laboratori didattici e degustazione a cura degli studenti dell’indirizzo Alberghiero dell’Istituto Pirandello di Bivona (via Panepinto);
Ore 16 – Ingresso Banda Musicale “G. Verdi – G. Spicola” a cura dell’Associazione “Arm (itinerante);
Ore 16,30: Show Cooking con Valeria Raciti (Masterchef) in cucina dal vivo, tra prodotti del territorio e nuovi sapori (Piazza Vittoria);
Ore 21 – Cabaret con Stefano Piazza-Lo spettacolo “4 Cianchi in Padella” (piazza Madrice).






