A Palermo il consumo di crack, spesso mescolato ad altre sostanze, si diffonde anche tra i minorenni e porta a un aumento preoccupante dei ricoveri nelle comunità con ansia, attacchi di panico e convulsioni. In questi casi le famiglie si accorgono subito del problema e chiedono aiuto. Più spesso, però, la dipendenza emerge dopo anni, quando l’uso di più sostanze si è ormai radicato.
Sul mercato circolano stabilmente ketamina e anfetamine, anche se il crack resta la sostanza più diffusa. Intanto cresce lentamente anche il consumo di oppioidi, mentre l’uso improprio di psicofarmaci si espande soprattutto tra i giovani. Questo scenario si sviluppa al netto della diffusione già ampia di cannabinoidi e alcol.
I servizi per le dipendenze registrano un aumento netto delle richieste di aiuto. Gli assistiti sono raddoppiati e dall’inizio dell’anno circa cento persone hanno intrapreso percorsi nelle comunità di recupero. Solo nell’ultima settimana se ne contano quindici, numeri che gli operatori non avevano mai osservato prima.
Chi consuma prova più sostanze perché oggi nelle piazze di spaccio si trova di tutto. L’aumento dell’offerta alimenta la domanda. Gli operatori sanitari descrivono ormai il poliabuso come una condizione diffusa. Chi assume crack, sostanza stimolante, cerca poi un effetto calmante con altre droghe. La ketamina può provocare allucinazioni e disturbi psichiatrici, mentre l’alcol associato ad altre sostanze altera profondamente la percezione della realtà.
Questo intreccio di sostanze contribuisce anche a molte risse e violenze notturne nei luoghi della movida. Si crea un meccanismo circolare. Dopo l’uso di stimolanti, cresce il bisogno di sedativi per attenuarne gli effetti.
Il poliabuso non segue uno schema unico. Ogni consumatore tende a scegliere due o tre sostanze principali. Questa dinamica rappresenta ormai la norma e segna un cambiamento rispetto al passato, quando la dipendenza riguardava spesso una sola droga, come l’eroina.
L’età dei consumatori si estende dai giovanissimi agli over sessanta. I più piccoli acquistano soprattutto cannabinoidi, crack e psicofarmaci. Spesso trovano questi ultimi in casa oppure li comprano dagli spacciatori.
Le forze dell’ordine hanno individuato anche un sistema usato per ottenere farmaci con obbligo di prescrizione. Alcuni spacciatori si rivolgono a diverse guardie mediche simulando malesseri per farsi rilasciare ricette, acquistano le confezioni e poi rivendono le singole compresse sul mercato illegale.
Tra i giovani l’uso di psicofarmaci continua a crescere, rendendo il quadro ancora più complesso. L’aumento della disponibilità di sostanze amplia il numero dei consumatori. Quando la dipendenza si aggrava, alcuni arrivano a commettere reati per procurarsi la droga e finiscono nel circuito penale.

