La Procura di Palermo ha chiesto misure cautelari per 20 persone, tra dipendenti del Comune e operai della Reset, accusate di falso e truffa nell’ambito di un’indagine su presunti casi di assenteismo.
Secondo la Guardia di Finanza, gli indagati si sarebbero assentati dal lavoro senza autorizzazione, in alcuni casi per ore, in altri per intere giornate. Il gip Micaela Raimondo ha già concluso gli interrogatori preventivi e dovrà decidere sulle richieste avanzate dai pm.
Per i sette messi notificatori è stata richiesta la sospensione dal servizio per un anno, mentre per gli operai Reset il divieto di dimora in città. I fatti contestati risalgono al periodo tra febbraio e settembre 2024.
I messi avrebbero sfruttato l’attività esterna per dedicarsi a questioni personali, mentre alcuni operai si sarebbero organizzati per timbrare il cartellino anche per colleghi assenti.
Spetterà ora al giudice valutare l’eventuale applicazione delle misure cautelari, verificando il rischio di reiterazione dei reati.




