mercoledì, 1 Aprile 2026
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Revocate le misure cautelari disposte nei confronti del marito

Palermo, finge violenze per lasciare il marito: ora rischia il processo

La denuncia, secondo gli inquirenti, era falsa. Minacce e violenze non ci sarebbero mai state. Dopo mesi di indagini, il giudice ha revocato la misura cautelare nei confronti del marito. Ora la donna rischia una incriminazione per calunnia.

La vicenda inizia lo scorso ottobre. La donna si presenta al commissariato Zisa-Borgo Nuovo e racconta una storia di violenza domestica. Dice di subire insulti continui e pressioni dal marito, dal quale si sta separando. “Non riesco a liberarmene”, racconta agli agenti. Spiega di sentirsi costretta a restare con lui per poter stare con il figlio. Dice anche di avere paura e di voler proteggere il bambino.

La sua versione appare credibile. Il Giudice per le Indagini Preliminari Carmen Salustro dispone il divieto di avvicinamento per l’uomo. Scatta anche l’obbligo del braccialetto elettronico. Madre e figlio vengono trasferiti in una comunità protetta. L’avvocato dell’uomo, Mariangela Cicero, avvia indagini difensive dove emergono elementi che cambiano il quadro. I due coniugi infatti continuano a sentirsi anche dopo la misura cautelare.

Un audio del figlio introduce nuovi dubbi. Il bambino racconta che la madre si sarebbe procurata da sola alcune ferite. L’obiettivo, secondo il racconto, era accusare il padre. Arriva anche la relazione della responsabile della comunità. Gli operatori raccolgono la confessione della donna che ammette di aver denunciato il falso per allontanarsi dal marito.

La donna parla di una situazione familiare difficile e descrive la presenza dei suoceri come assillante. Dice di aver scelto la denuncia come soluzione più rapida per chiudere il matrimonio. Riferisce anche dell’ultima lite. In quella occasione, sostiene, il marito le avrebbe fatto battere la testa contro il muro in modo involontario, mentre cercava di prenderle il telefono.

Il pubblico ministero Eleonora Vinciguerra valuta gli atti. Secondo la Procura, gli elementi raccolti mettono in dubbio credibilità e attendibilità della denunciante. Parte così la richiesta di revoca della misura cautelare accolta dal giudice Carmen Salustro.

“Le indagini difensive hanno fatto emergere elementi che hanno inciso in modo decisivo”, spiega l’avvocato Cicero. “La misura cautelare aveva comportato un lungo e doloroso allontanamento di un padre dal proprio figlio minore”. Il legale invita a una riflessione e ricorda che gli strumenti contro la violenza sulle donne restano fondamentali. Sottolinea però che nessuno deve usarli in modo improprio. “È inaccettabile strumentalizzare queste tutele”, conclude.

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