Come abbiamo scritto nei giorni scorsi, un grave atto intimidatorio ha colpito una sede di Sicily By Car dell’imprenditore Tommaso Dragotto nella zona di San Lorenzo. L’episodio ha suscitato una diffusa reazione di condanna e solidarietà da parte delle istituzioni, che hanno espresso vicinanza a una figura che, con la propria attività, contribuisce a promuovere l’immagine della Sicilia.
A riaccendere il dibattito pubblico sono le dichiarazioni rilasciate dallo stesso Dragotto a un’emittente televisiva locale, nelle quali definisce l’accaduto come una possibile bravata di qualcuno che abita nei quartieri Zen o Brancaccio.
Indispettito da queste parole, è intervenuto il presidente della Seconda Circoscrizione, Giuseppe Federico, che ha espresso piena solidarietà all’imprenditore per il grave episodio subito, sottolineando come si tratti di un gesto da condannare con assoluta fermezza. “Esprimo la mia più sincera e profonda solidarietà al dottor Tommaso Dragotto per il grave atto intimidatorio subito – dice a QdP -. Si tratta di un gesto vile che merita una condanna netta e senza ambiguità”.
Il presidente della circoscrizione ha però poi chiarito la posizione del territorio rispetto al riferimento fatto al quartiere Brancaccio, ritenendo non condivisibile l’accostamento con episodi di cronaca avvenuti in altre zone della città. “Non si comprende perché, ogni volta che si verificano fatti di cronaca, il nome di Brancaccio venga automaticamente tirato in ballo, anche quando gli episodi avvengono in zone completamente diverse della città. Brancaccio non è un quartiere di burloni né un luogo dove si spara per strada per passatempo” – spiega.
Federico ha evidenziato il lavoro portato avanti quotidianamente da cittadini, associazioni e realtà sociali del territorio, impegnati a costruire un’immagine diversa del quartiere, ha anche ricordato le iniziative positive promosse sul territorio, spesso poco raccontate.
“A Brancaccio vive una comunità fatta di persone perbene, associazioni, volontari e realtà culturali che ogni giorno lavorano con impegno per costruire un’immagine più vera e più giusta del nostro quartiere. Con fatica e determinazione stiamo superando etichette che non ci appartengono più”. Quando accadono episodi positivi, il nome di Brancaccio raramente viene citato. Eppure il quartiere è capace di esprimere momenti di grande partecipazione e condivisione, grazie al lavoro della parrocchia e delle associazioni locali”.




