lunedì, 9 Marzo 2026
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Svelato al pubblico un ritratto inedito del 1895 riemerso da una collezione privata

Inaugurata a Palermo la mostra Amatissima Franca: il dipinto ritrovato di Franca Florio”

Ha suscitato grande interesse e partecipazione di pubblico fin dal primo giorno la mostra “Amatissima Franca. Il dipinto ritrovato di Franca Florio”, inaugurata ieri, domenica 8 marzo 2026, nella Giornata Internazionale della Donna, al Museo della Ceramica Florio e delle Arti Decorative di Palermo. Tantissimi i gruppi, cultori d’arte e appassionati, accorsi per ammirare il ritratto che rende omaggio a Franca Florio, una delle figure femminili più affascinanti celebrate e discusse della storia siciliana.

“Questa opera ha un’importanza straordinaria- conferma Salvatore Requirez, storico di Casa Florio– perché arricchisce ulteriormente le raffigurazioni di quella che fu considerata la regina di Palermo. Il ritratto testimonia il suo prestigio sociale e il ruolo di punto di riferimento per gli artisti, che spesso misuravano la propria capacità nel rappresentarla. Dai gioielli all’abbigliamento elegante, ogni dettaglio racconta il gusto dell’epoca e la  figura di Franca Florio quale icona della Belle Époque e personaggio pubblico di rilievo a Palermo”.

Il dipinto, realizzato nel 1895 e firmato “G. Rapp”, la ritrae di spalle, a mezzo busto, in una posa di sorprendente modernità. Non è un ritratto celebrativo tradizionale: lo sguardo non si offre direttamente allo spettatore, ma si sottrae. È una presenza elegante, distante, quasi sospesa. L’abito bianco, il celebre collier de chien in platino e perle realizzato da Cartier, gli orecchini di perle: ogni dettaglio racconta lusso, status, raffinatezza, ma anche costruzione dell’immagine e consapevolezza del proprio ruolo pubblico.

L’opera colpisce per l’atmosfera rarefatta, costruita attraverso tonalità fredde e luminose che avvolgono la figura in una dimensione intima e silenziosa. Non è soltanto un ritratto, ma una visione: la rappresentazione di un mito nel momento in cui prende forma.

A rendere ancora più affascinante il dipinto è il fatto che non fosse mai stato pubblicato né esposto prima d’ora. Si tratta di un vero inedito, individuato e studiato da Vincenzo Profetto e Antonino Lo Cascio- storici e collezionisti palermitani- che ne hanno riconosciuto con certezza il soggetto e promosso la sua presentazione al pubblico. La proprietà dell’opera ha accolto con entusiasmo la proposta, consentendo per la prima volta la fruizione collettiva di questo prezioso ritrovamento.

Accanto al dipinto sono esposte alcune fotografie originali d’epoca provenienti da altre collezioni private, immagini che ritraggono Franca Florio in scatti rappresentativi e che dialogano con il quadro, contribuendo a ricostruire il contesto visivo e simbolico in cui nacque il suo mito. Il confronto tra pittura e fotografia permette di avvicinarsi ancora di più alla figura reale dietro l’icona, restituendo al pubblico il volto di una donna che seppe attraversare la gloria e il declino con straordinaria forza.

In occasione della mostra, il Museo ha promosso un accurato intervento di restauro conservativo, finalizzato al consolidamento delle fragilità emerse nel corso del tempo, così da restituire piena stabilità all’opera e assicurarne una chiara e armoniosa leggibilità nel rispetto della sua integrità storica.

“Amatissima Franca- spiegano Vincenzo Profetto e Antonino Lo Cascio, curatori della mostra– non è soltanto un’esposizione, ma un invito a riscoprire una stagione fondamentale della storia di Palermo attraverso lo sguardo di una donna che ne divenne simbolo assoluto. L’opera, finalmente identificata e studiata, viene presentata per la prima volta al pubblico, offrendo la rara opportunità di ammirare da vicino non solo un dipinto ritrovato, ma un autentico frammento della Belle Époque siciliana restituito alla memoria collettiva”.

Il dipinto sarà fruibile all’interno del normale percorso espositivo del Museo della Ceramica Florio e delle Arti Decorative di Palermo, sito in Piazza Vittorio Emanuele Orlando 36, con il consueto contributo d’ingresso, senza alcun costo aggiuntivo, fino al prossimo 12 aprile 2026.

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