Il complesso immobiliare ex Grande Migliore di viale Regione Siciliana non trova acquirenti. Anche la seconda asta, tenutasi tra il 9 e il 24 giugno, è andata deserta. Nessuna offerta, nessun rilancio, nessun segnale d’interesse concreto nonostante l’imponente struttura e il suo valore simbolico nella storia commerciale della città. Il prezzo base era stato fissato a poco meno di 18 milioni di euro, ma evidentemente troppo alto per il mercato attuale. Ora se ne riparlerà a ottobre, quando scatterà automaticamente un ulteriore ribasso del 15% come previsto dalla normativa.
Sfumata dunque anche questa possibilità di rilancio per un sito che per decenni è stato punto di riferimento per migliaia di palermitani. La vendita è gestita dai curatori fallimentari Alberto Marino e Giovan Battista Di Pasquale, incaricati rispettivamente della procedura per Migliore Spa e per Migliore Parcheggi e Servizi Srl. Oltre all’ex centro commerciale, il lotto comprende anche altri beni: l’immobile Arredo&Verde di via Buzzanca, l’immobile denominato Accademia di via Oliveri Mandalà (attualmente locato e sede di un Conad Superstore), un parcheggio in costruzione mai completato e due impianti fotovoltaici.
Nel febbraio scorso, erano invece stati ceduti due capannoni industriali a Capaci – anch’essi appartenenti alla galassia Migliore – per un totale di 4,5 milioni di euro.
Nell’avviso di vendita, anche per questa tornata, era stata ribadita la clausola a tutela degli oltre 200 ex lavoratori del gruppo Migliore, che attendono ancora un risarcimento morale prima ancora che economico. Il fallimento della storica società risale al 2014, e da allora tra aste, procedimenti giudiziari e tentativi di recupero.
Un patrimonio bloccato, tra memoria e degrado
Il complesso dell’ex Grande Migliore è qualcosa di più di un semplice bene immobile. Per generazioni di palermitani ha rappresentato l’idea stessa di modernità, di acquisti, di una città che guardava avanti.


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