La Procura di Palermo ha avviato due inchieste sulla rete idrica parallela allo Zen 2, costruita e gestita da Cosa nostra, che fornirebbe acqua anche ad abitazioni e attività commerciali ufficialmente collegate all’Amap. Nell’ambito delle indagini, carabinieri e polizia hanno arrestato cinque persone coinvolte nella gestione della rete clandestina.
Si tratta di un sistema capillare e sotterraneo, che di fatto sostituirebbe l’infrastruttura pubblica nel quartiere, imponendosi come unico canale di approvvigionamento idrico per molte utenze. La rete è riconducibile ai clan Lo Piccolo e sarebbe in funzione da tempo.
Secondo il dossier presentato da Amap al tavolo permanente per l’ordine e la sicurezza, coordinato dal prefetto Massimo Mariani, la rete sotterranea fornirebbe acqua anche ad abitazioni e attività che risultano allacciate regolarmente al servizio pubblico, confermando l’uso illecito da parte di utenti “ufficiali”.
Le indagini condotte da carabinieri e polizia, con il coordinamento del Cosp, mirano a ricostruire sia l’origine della rete sia le responsabilità nella sua realizzazione e gestione, con l’obiettivo di fare luce sul business idrico controllato dai clan nel quartiere Zen 2.




