domenica, 25 Ottobre 2026
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Fermato il trentenne Youssef Siher: l'ideologo del Movimento 17 ottobre rischia 15 anni per istigazione con l'aggravante di terrorismo

L’attività social di Youssef Siher: c’è anche un “botta e risposta” con Salvini

I cancelli del carcere si sono spalancati per Youssef Siher dopo il fermo preventivo disposto dalla Questura di Milano. Il ricercatore italiano di origine marocchina, trent’anni appena compiuti, è considerato l’ideologo e l’istigatore del Movimento 17 ottobre. La rete sovversiva ha infiammato varie città del Nord Italia, scatenando violente proteste poi degenerate in sistematici saccheggi. La magistratura contesta adesso reati gravissimi, tra cui l’istigazione a delinquere aggravata da finalità di terrorismo e violenza organizzata. Se l’impianto accusatorio dovesse reggere integralmente fino alla condanna, la reclusione totale potrebbe sfiorare i quindici anni.

Molto attivo sui social, Youssef Siher. Ecco alcuni dei suoi più significativi interventi venuti fuori dopo il duo fermo. C’è un “non ci arrendiamo, vinceremo o moriremo“. E anche: “non smetteremo di combattere finché non recupereremo ogni centimetro della nostra terra e finché tutti non torneranno a casa e non ci saranno più persone dislocate che cercano un posto che chiamano casa“.

Tra i post passati al setaccio dagli osservatori spicca un messaggio pubblicato all’indomani dello sciopero generale per la Palestina del 22 settembre 2025, giornata segnata dalle tensioni e dall’assalto di migliaia di manifestanti pro-Pal alla Stazione Centrale di Milano: “Arriverà il giorno in cui romperemo quel muro di vetro dietro il quale vi nascondete”. Una frase indirizzata con tutta evidenza agli agenti delle forze dell’ordine, che in quell’occasione si erano riparati dietro una vetrata dello scalo ferroviario per sottrarsi alle aggressioni della folla.

Sui social gira la risposta di Youssef Siher a Matteo Salvini. Il 7 ottobre 2023, il politico scrisse un tweet contro Hamas e in difesa di Israele. La sua risposta fu un “Allah Akbar“, corredato da tre cuoricini.

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