Nuova aggressione all’interno del carcere Pagliarelli di Palermo. Ieri, intorno alle 17.20, un detenuto di 31 anni, condannato per reati legati agli stupefacenti, ha aggredito un ispettore di sorveglianza, causandogli lesioni alle costole. L’intervento tempestivo di altri due agenti ha permesso di fermare l’uomo e soccorrere il collega, evitando conseguenze più gravi.
A ricostruire l’episodio è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che torna a richiamare l’attenzione sui rischi affrontati quotidianamente dal personale negli istituti di detenzione.
Il 31enne aveva appena terminato un colloquio con lo psicologo e, inizialmente, non aveva mostrato segni di agitazione. Subito dopo, però, avrebbe chiesto di trasferirsi in un’altra sezione e in un diverso reparto. Di fronte al rifiuto, motivato dalla necessità di rispettare le procedure previste per gli spostamenti, il coordinatore del reparto è intervenuto per spiegargli la situazione.
A quel punto il detenuto avrebbe rivolto insulti all’ispettore per poi passare all’aggressione fisica. Soltanto l’arrivo di due colleghi ha consentito di bloccarlo e prestare assistenza all’agente ferito.
Il SAPPE: «Non possiamo considerare queste aggressioni un rischio ordinario»
Donato Capece, segretario generale del SAPPE, condanna l’accaduto e chiede interventi concreti per garantire maggiore sicurezza agli agenti penitenziari. «Non possiamo continuare a considerare queste aggressioni come un rischio ordinario del mestiere», afferma Capece, sottolineando che ogni episodio di violenza contro un poliziotto penitenziario colpisce anche lo Stato. Gli operatori, ricorda il sindacalista, garantiscono ordine, sicurezza e legalità nelle carceri, spesso in condizioni difficili e con risorse insufficienti.
Capece richiama inoltre le recenti dichiarazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sull’intenzione del Governo di rafforzare le tutele e gli strumenti a disposizione delle Forze dell’Ordine. Adesso servono misure tempestive che coinvolgano anche la Polizia Penitenziaria.
Il sindacato pone l’accento anche sulla necessità di evitare che episodi simili alimentino un senso di impunità. «Il rispetto dello Stato passa anche dalla capacità di tutelare chi lo rappresenta ogni giorno, dentro e fuori dalle carceri», sostiene Capece.
La richiesta di maggiori tutele per gli agenti
Sulla vicenda interviene anche Calogero Navarra, segretario del SAPPE per la Sicilia, che esprime solidarietà all’ispettore ferito e gli augura una pronta guarigione. «Quanto accaduto a Palermo conferma, ancora una volta, che il personale di Polizia Penitenziaria è esposto a rischi continui, anche durante attività che dovrebbero svolgersi in condizioni di assoluta normalità», dichiara Navarra.
Il sindacalista evidenzia come una richiesta di trasferimento, alla quale il personale non poteva dare seguito al di fuori delle procedure previste, abbia innescato un’aggressione contro un operatore impegnato nel proprio servizio.
Per Navarra, le istituzioni non devono limitarsi a intervenire dopo il ferimento di un agente, ma devono puntare sulla prevenzione. Tra le priorità indicate dal SAPPE figurano il rafforzamento dei servizi di sicurezza, l’adeguamento degli organici e l’introduzione di strumenti e procedure efficaci per gestire le situazioni critiche.
Il sindacato chiede quindi interventi urgenti per contrastare le aggressioni negli istituti penitenziari, attraverso maggiori risorse umane, dispositivi di protezione adeguati e protocolli operativi più efficaci.
Capece conclude ribadendo il ruolo del Corpo nella tutela della collettività e nel rispetto della legalità. Per il segretario generale, riconoscere il lavoro degli agenti significa garantire loro condizioni adeguate, strumenti efficaci e protezioni concrete. La sicurezza del personale, sottolinea, rappresenta una condizione essenziale anche per assicurare il funzionamento degli istituti e la credibilità delle istituzioni.


Il Quotidiano di Palermo
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