lunedì, 20 Maggio 2024

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Vergognoso alla Rap: false timbrature e furto di carburante

CronacaVergognoso alla Rap: false timbrature e furto di carburante

L'indagine è stata portata avanti dal comando provinciale dei carabinieri su disposizione della procura di Palermo

Timbravano la presenza e poi andavano a fare altro fuori dall’azienda. Diciotto dipendenti della Rap, azienda partecipata del Comune di Palermo che si occupa della raccolta dei rifiuti, hanno adesso l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria. Ció a conclusione di un’indagine condotta dai carabinieri del comando provinciale, su disposizione della Procura di Palermo, su 101 dipendenti della Rap che ha accertato la condotta scorretta.

L’INDAGINE E’ PARTITA DA UNA DENUNCIA DI UNA DIPENDENTE

I furbetti del cartellino registravano la propria presenza con il badge ma uscivano senza svolgere le mansioni previste, eludendo qualsiasi forma di controllo. Sono stati accusati di vari reati, tra cui truffa aggravata, falsificazione di attestazioni o certificazioni e appropriazione indebita. L’indagine è stata avviata dopo la segnalazione di una funzionaria che aveva denunciato furto di carburante dai veicoli aziendali. Un’attività di investigazione che è stata condotta da maggio a luglio 2021 dal nucleo operativo della compagnia di piazza Verdi. Durante l’indagine, i sospettati sono stati sottoposti a sorveglianza e controllo per diversi giorni, portando all’accertamento di ben 1385 casi di assenteismo.

ECCO A QUANTO AMMONTA IL DANNO ECONOMICO

Gli investigatori hanno calcolato che questo abbia causato alla società un danno economico di quasi 40 mila euro, corrispondente a un totale di 2.800 ore di assenza non autorizzata. Inoltre, i carabinieri hanno scoperto l’esistenza di un sistema consolidato e di comportamenti di assenteismo organizzati in forma concertata tra i dipendenti, che condividevano i loro badge. È emerso anche il coinvolgimento in condotte criminali di due indagati, Michele Gaeta e Silvestro Calivà, impiegati nell’area logistica-officina della sede aziendale, i quali, approfittando della diretta disponibilità dei veicoli in riparazione e delle chiavi, avrebbero compiuto illeciti prelievi di carburante da vari mezzi aziendali.

GLI INDAGATI

Ecco i diciotto indagati costretti all’obbligo di presentazione: Domenico Biondo, Rosario Camilleri, Andrea Cardinale, Luigi Contorno, Michele D’Amico, Carmelo D’Attila, Salvatore De Luca, Francesco Paolo Morana, Rosario Fazzino, Calogero Gambino, Marco Gulotta, Giuseppe Martorana, Onofrio Messina, Antonina Oliveri, Fiorenza Raparino, Fabio Vultaggio, Michele Gaeta e Silvestro Calivà.

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