Maxi sequestro di beni per un valore superiore a 1,4 milioni di euro nelle province di Messina ed Enna, nell’ambito di un’indagine su una presunta truffa aggravata ai danni dell’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura. Dieci imprenditori agricoli risultano indagati: i Carabinieri del reparto Tutela agroalimentare di Messina hanno eseguito il provvedimento su disposizione del Gip di Enna, su richiesta della Procura Europea con sede a Palermo.
L’inchiesta, denominata “Grazing Code 2”, ha portato alla luce un presunto sistema illecito legato all’ottenimento dei contributi della Politica agricola comune (Pac). Secondo gli investigatori, gli indagati avrebbero dichiarato falsamente di svolgere attività di pascolo su terreni agricoli non appartenenti alle proprie aziende, evitando però di attivare il cosiddetto “codice pascolo”, requisito obbligatorio per operare legalmente su quelle superfici.
Questo meccanismo, basato anche sull’utilizzo di autocertificazioni, avrebbe consentito di aggirare i controlli veterinari previsti per verificare gli spostamenti effettivi del bestiame. In questo modo, sempre secondo l’accusa, gli indagati avrebbero violato sia le normative europee che quelle nazionali, che subordinano l’erogazione dei fondi alla reale attività di pascolamento.
Nel corso delle operazioni, i militari hanno inoltre sequestrato strumenti ritenuti funzionali all’attività, tra cui dispositivi GPS utilizzati per monitorare gli animali al pascolo, circa 250 collari e telefoni cellulari. Le indagini proseguono per chiarire ulteriormente ruoli e responsabilità all’interno del presunto sistema fraudolento.




