A distanza di pochi giorni dalla tragedia di via Ruggero Marturano, a Palermo proseguono le indagini sul crollo della gru che venerdì scorso è costato la vita a due operai. Nella mattinata odierna la polizia scientifica è tornata sul luogo dell’incidente e sta utilizzando sofisticate apparecchiature di laser scanning 3D, fondamentali per acquisire con estrema precisione la posizione dei bracci della gru, del cestello e dell’autocarro.
Un passaggio cruciale per gli inquirenti, che puntano a ricostruire virtualmente la dinamica dell’incidente mortale. La tecnologia consentirà di analizzare nel dettaglio ogni elemento strutturale e comprendere cosa abbia provocato il cedimento improvviso del braccio della gru. Una volta completati i rilievi, il mezzo sarà comunque posto sotto sequestro ma potrà essere rimosso dalla carreggiata, permettendo il ripristino della normale viabilità e delle condizioni di sicurezza nella zona.
Il drammatico crollo si è verificato all’incrocio tra via Ruggero Marturano e via Ammiraglio Rizzo. Il cestello su cui stavano lavorando i due operai si è spezzato mentre si trovavano al decimo piano di un edificio. La caduta è stata rovinosa: il cestello è precipitato nel vuoto finendo sulla tettoia dell’officina Gammicchia Gomme.
Le vittime sono Daniluc Tiberi Un Mihai, di 50 anni, e Najahi Jaleleddine, di 41 anni. I due stavano installando pannelli di calcestruzzo sotto un balcone dell’ultimo piano quando si è verificato il cedimento. L’impatto non ha lasciato loro scampo.
Nel crollo è rimasto ferito anche un dipendente dell’attività commerciale sottostante, soccorso dai sanitari del 118 e trasportato d’urgenza all’ospedale Villa Sofia, dove è stato ricoverato per le cure del caso.




