venerdì, 24 Maggio 2024

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Stupro di Palermo, parla la 19enne: “Se tornassi indietro…”

CronacaStupro di Palermo, parla la 19enne: "Se tornassi indietro..."

Si mostra pentita di aver denunciato coloro che hanno abusato di lei. Forse qualcosa non sta funzionando a dovere?

«Era meglio se quella donna si faceva i fatti suoi e non chiamava l’ambulanza. Non avrei denunciato, era meglio se stavo zitta». Troppe pressioni, troppo clamore, troppi problemi. Talmente tanti che la 19enne, stuprata a Palermo da sette ragazzi nella notte tra il 7 e l’8 luglio scorsi al Foro Italico, sui suoi social si mostra pentita per la decisione presa, ovvero quella di denunciare coloro che hanno abusato di lei dopo averla fatta ubriacare. Coloro che l’hanno usata come si fa con un oggetto, che l’hanno filmata, che se ne sono infischiati se provava dolore e se diceva basta. Quei sette che l’hanno lasciata a terra sola e svenuta e che sono andati tranquillamente a mangiare un “pezzo” di rosticceria. Gli stessi che poi hanno fatto girare il video dello stupro, che lo hanno commentato con disprezzo; gli stessi che avrebbero voluto farle del male anche dopo, proprio perché aveva avuto il coraggio di denunciarli.

Lei, recuperate un po’ di forze si è seduta sul marciapiede. Ad aiutarla una donna, che ha avuto il cuore di fermarsi, di starle vicino, di chiamare i soccorsi. La società in cui viviamo ha fatto il resto. I social, la gente che parla a sproposito, che giudica, che offende. Una società malata in cui una donna che denuncia chi l’ha abusata è costretta ad andare via dalla sua città, a farsi proteggere. E che oggi confonde il bene col male, rimproverando quasi quella donna che l’ha aiutata che avrebbe dovuto farsi i fatti suoi.

Ma le parole della giovane palermitana, che si pente di aver fatto la denuncia, non devono sorprendere: è un brutto messaggio per quelle donne che vivono situazioni di violenza e abusi, che vorrebbero invece sentir parlare di esperienze positive dopo le denunce e non di pentimenti. Ma è uno sfogo giustificato dal fatto che per sostenere una montagna non bastano le spalle di una 19enne, che forse in tutto ciò che le sta girando attorno, non solo i social, qualcosa non sta funzionando. Quelle della 19enne sono parole a cui prestare la massima attenzione, perché aprono il portellone di una voragine in cui tante donne vanno a finire, a volte morte, per colpa di una nazione e di una società che non le sa ascoltare e non le sa proteggere come dovrebbe.

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