lunedì, 5 Ottobre 2026
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Palazzo delle Aquile rileva discrepanze sul piano economico per la riqualificazione dello stadio e chiede integrazioni formali alla società

Stadio Barbera, obiezioni del Comune: chiede chiarimenti su conti e su ricavi dalla pubblicità

I conti per la riqualificazione dello stadio Renzo Barbera finiscono sotto la lente del Comune di Palermo, che ha notificato alla società rosanero e alla presidenza del Consiglio comunale una richiesta di chiarimenti. Nonostante che la Uefa stia esaminando il dossier già trasmesso nell’ambito della candidatura per gli Europei del 2032, l’iter procedurale ha subito una battuta d’arresto in seguito agli approfondimenti condotti dall’area del Patrimonio e dal Capo di Gabinetto. La verifica ha fatto emergere diverse perplessità sia sul piano economico-finanziario sia sotto il profilo della completezza formale degli atti presentati il 23 settembre scorso.

Tra i principali rilievi contabili figura la copertura dell’apporto privato da 256 milioni di euro, dove la quota di 31 milioni derivante dalla cassa operativa di cantiere dovrà essere registrata espressamente come autofinanziamento. Un’ulteriore incongruenza riguarda i ricavi pubblicitari legati ai Led dello stadio, poiché la relazione della società stima un margine di guadagno del 60 per cento a fronte del 70 per cento indicato nel modello finanziario, generando una variazione di costi stimata in 730 mila euro. Evidenziata inoltre una discrepanza sulla matrice dei rischi relativa a eventuali catastrofi, che il piano definisce condivisi mentre la convenzione attribuisce integralmente al concessionario.

Dal punto di vista formale, l’amministrazione cittadina necessita di un’integrazione nell’asseverazione redatta dalla società Hermes, con un richiamo esplicito alla delibera consiliare di luglio e al testo emendato dell’accordo. Il club dovrà infine fornire un confronto dettagliato tra il vecchio e il nuovo piano economico, comprensivo dei costi di investimento, del cronoprogramma finanziario e della regolarizzazione di alcuni allegati non sottoscritti, passaggio indispensabile prima di poter riprendere l’istruttoria.

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