giovedì, 2 Aprile 2026
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L’imprenditore antimafia indagato per truffa sui bonus facciate: «Respingo le accuse»

Sospensione per un anno all’imprenditore Giuseppe Piraino: riesame accoglie il ricorso dei pm

Un anno di sospensione dall’esercizio dell’attività d’impresa. È questa la conferma da parte del tribunale del Riesame di Palermo nei confronti di Giuseppe Piraino, l’imprenditore edile noto per aver denunciato il pizzo e contribuito all’arresto e alla condanna degli esattori del racket delle estorsioni nel quartiere Borgo Vecchio.

Il provvedimento arriva dopo il ricorso dei pm sull’imprenditore in seguito all’avvio di un’inchiesta per truffa che lo vede indagato nella qualità di titolare della Mosina Costruzioni srl. Secondo l’accusa, l’imprenditore avrebbe incassato fondi legati al bonus facciate senza portare a termine i lavori previsti in un edificio del capoluogo siciliano. L’indagine, partita dalla denuncia di una condomina, si è progressivamente ampliata fino a comprendere quindici episodi contestati.

Al centro del primo caso vi è un intervento edilizio per il quale il condominio avrebbe versato alla ditta un anticipo di 26.715,93 euro, pari al 10% della quota non coperta dal bonus statale, su un importo complessivo di circa 267 mila euro. I lavori, che avrebbero dovuto concludersi entro 120 giorni, non sarebbero mai stati ultimati, se non per il montaggio dei ponteggi e alcune opere preliminari. Secondo l’impostazione accusatoria, in questo modo non sarebbe mai maturato il credito d’imposta del 90% indicato all’Agenzia delle Entrate.

Gli inquirenti ipotizzano inoltre che, in altri quattordici casi, sarebbero stati incassati crediti d’imposta ritenuti illegittimi attraverso il meccanismo dello sconto in fattura. Un quadro che ha portato i pubblici ministeri a chiedere una misura cautelare, inizialmente rigettata dal Gip e successivamente accolta dal Riesame. Piraino, dal canto suo, respinge le accuse e si prepara a presentare ricorso in Cassazione. Un passaggio che, nel frattempo, sospenderà gli effetti della decisione del tribunale del Riesame, congelando l’applicazione della misura interdittiva fino alla pronuncia della Suprema Corte.

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