Secondo quanto riportato da SiracusaNews, Siracusa resta al momento esclusa dai sopralluoghi sul territorio da parte di Governo e Regione, nonostante i danni stimati dopo il passaggio del ciclone Harry raggiungano i 160 milioni di euro. Le visite ufficiali si sono concentrate finora tra il Catanese e il Messinese, mentre il territorio siracusano attende ancora la presenza dei rappresentanti istituzionali.
Ministri e vertici regionali hanno concentrato le loro tappe in altre province: il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, hanno visitato esclusivamente le zone del Catanese e del Messinese. Anche il presidente della Regione Renato Schifani sarà oggi, venerdì 23 gennaio, a Taormina, Santa Teresa di Riva e in Prefettura a Messina per incontrare sindaci e operatori balneari, con un punto stampa previsto al termine delle visite.
Eppure i danni nel Siracusano sono ingenti. Anche se inferiori rispetto ad altre province, il ciclone ha causato la distruzione di abitazioni, la devastazione di stabilimenti balneari e strade rese impraticabili o completamente distrutte. La stima dei danni è attualmente di circa 160 milioni di euro, cifra che potrebbe crescere nelle prossime settimane.
La presenza delle istituzioni sul territorio non è solo una formalità: rappresenta un segnale di vicinanza alla popolazione e permette di ascoltare direttamente sindaci, forze dell’ordine e volontari impegnati nell’emergenza.
Storicamente, Siracusa diventa protagonista dell’agenda politica soprattutto in relazione alle emergenze industriali o a temi legati al Golden Power, con la presenza frequente di ministri e vertici regionali. Tuttavia, anche il turismo e l’economia locale meritano attenzione immediata, perché le ferite lasciate dal ciclone Harry rischiano di compromettere l’avvio della stagione turistica in una delle province più attrattive della Sicilia.


