giovedì, 22 Ottobre 2026
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Palermo ha ospitato dal 19 al 21 ottobre la prima tappa territoriale di METI

Sicurezza stradale e ferroviaria, a Palermo il progetto METI coinvolge gli studenti

Tre giorni di formazione e attività didattiche per insegnare ai più giovani a riconoscere i pericoli e a compiere scelte responsabili. Palermo ha ospitato dal 19 al 21 ottobre la prima tappa territoriale di METI – Modelli Educativi in Tecnologia Immersiva, il progetto della Polizia di Stato e del Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma che punta a rafforzare la prevenzione degli incidenti stradali e ferroviari attraverso la realtà virtuale e le simulazioni immersive.

L’iniziativa rientra nel Programma operativo complementare di azione e coesione «Legalità» 2014-2020 e coinvolge diverse regioni del Sud Italia. La tappa palermitana ha previsto una giornata dedicata alla formazione degli operatori della Polizia Stradale e della Polizia Ferroviaria, seguita da due giornate nelle scuole secondarie di secondo grado.

Protagonisti delle attività didattiche sono stati gli studenti del Liceo statale Felicia e Peppino Impastato e dell’IPSSAR Francesco Paolo Cascino. Attraverso visori per la realtà virtuale e contenuti a 360 gradi, ragazze e ragazzi hanno affrontato scenari che riproducono situazioni di rischio, confrontandosi con decisioni e comportamenti che possono avere conseguenze concrete nella vita quotidiana.

Realtà virtuale per prevenire i comportamenti a rischio

METI punta a superare il tradizionale approccio basato sulla semplice trasmissione delle regole. Il progetto utilizza l’esperienza immersiva per aiutare gli studenti a comprendere come emozioni, pressioni esterne e percezioni personali possano influenzare le loro scelte.

Tra i fattori affrontati figurano la pressione del gruppo, la distrazione, la sottovalutazione dei pericoli, la tendenza a giustificare i propri comportamenti e l’eccessiva fiducia nelle proprie capacità. Dinamiche che possono spingere a prendere decisioni imprudenti, soprattutto quando ci si muove in strada o si frequentano stazioni e infrastrutture ferroviarie.

Le simulazioni permettono ai partecipanti di confrontarsi con situazioni potenzialmente critiche in un ambiente controllato, senza esporsi ai rischi reali. L’esperienza non si esaurisce, però, nell’utilizzo della tecnologia: operatori e psicologi guidano gli studenti in momenti di confronto e riflessione, per aiutarli a riconoscere le proprie reazioni e a comprendere le conseguenze delle loro azioni.

Il metodo scientifico per misurare i risultati

Il progetto affianca alle attività pratiche una metodologia di valutazione che prevede questionari prima e dopo gli interventi, analisi degli atteggiamenti e raccolta di dati sui comportamenti. In questo modo, i responsabili possono verificare l’efficacia del percorso non soltanto rispetto alle conoscenze acquisite, ma anche ai meccanismi decisionali e motivazionali dei partecipanti.

METI promuove così la collaborazione tra Polizia di Stato, mondo scolastico e ricerca scientifica, integrando competenze operative, psicologiche, educative e tecnologiche. Al percorso partecipano agenti della Polizia Stradale e della Polizia Ferroviaria, insieme a studenti, docenti e formatori degli istituti secondari di secondo grado delle regioni coinvolte.

L’avvio delle attività sul territorio segue la fase di progettazione, sviluppo e validazione dei modelli formativi. Il 9 ottobre, a Roma, un incontro istituzionale con i referenti dell’iniziativa aveva segnato il passaggio alla fase operativa. Palermo ha quindi rappresentato il primo banco di prova del progetto nelle scuole e tra gli operatori.

Dopo Palermo, il progetto prosegue in Puglia

Conclusa la tappa siciliana, METI si sposterà in Puglia. Il programma proseguirà poi in Calabria, Basilicata e Campania, con l’obiettivo di estendere la sperimentazione ai contesti educativi delle regioni coinvolte.

L’iniziativa punta a trasformare le nuove tecnologie in strumenti concreti di prevenzione, capaci di coinvolgere i giovani e stimolarne il senso critico. La conoscenza delle regole, infatti, rappresenta soltanto il primo passo: riconoscere i rischi, valutare le conseguenze e assumersi la responsabilità delle proprie decisioni sono competenze che METI vuole contribuire a sviluppare attraverso esperienze dirette e scientificamente strutturate.

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