L’Associazione I Diritti dei Più Fragili APS ha inviato alla Camera dei Deputati una comunicazione formale per chiedere un intervento nazionale sulla sicurezza dei bambini e dei ragazzi durante la permanenza a scuola.
La proposta riguarda tutti i minori, con e senza disabilità, e pone particolare attenzione agli alunni con autismo, disabilità intellettive, difficoltà o assenza del linguaggio verbale e altre condizioni che possono rendere più complessa la comunicazione di quanto accade durante la giornata scolastica.
Videosorveglianza
L’associazione invita il Parlamento ad approfondire la possibilità di introdurre una disciplina nazionale capace di rafforzare gli strumenti di prevenzione e tutela all’interno degli istituti scolastici. Tra le ipotesi indicate compare anche la videosorveglianza, da valutare però soltanto attraverso un sistema regolamentato e compatibile con la normativa sulla privacy, con la dignità dei minori e con i diritti dei lavoratori.
La proposta non prevede un accesso libero delle famiglie alle immagini né un controllo continuo sull’attività di docenti, educatori e operatori. L’associazione immagina invece un eventuale modello protetto, con registrazioni cifrate, tempi di conservazione limitati, cancellazione automatica e accessi tracciabili. Solo la legge dovrebbe stabilire chi può consultare le immagini e in quali circostanze.
In caso di una segnalazione circostanziata relativa a un possibile episodio grave, un futuro sistema normativo potrebbe consentire, qualora ne ricorrano i presupposti, di conservare le registrazioni interessate e consegnarle all’Autorità giudiziaria, alle Forze dell’Ordine o agli altri soggetti istituzionali autorizzati.
L’associazione sostiene che una regolamentazione equilibrata potrebbe tutelare non soltanto i bambini e le loro famiglie, ma anche il personale scolastico. Docenti, insegnanti di sostegno, educatori, operatori ASACOM e altri lavoratori potrebbero infatti contare su uno strumento utile a ricostruire in modo oggettivo eventuali episodi, anche quando un’accusa dovesse rivelarsi infondata.
Maggior formazione
La richiesta dell’associazione, però, non si concentra soltanto sulle telecamere. Tra le priorità indicate figurano anche una maggiore formazione sulla disabilità e sull’autismo, l’utilizzo della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), procedure più efficaci per prevenire e segnalare eventuali criticità, una maggiore collaborazione tra scuola e famiglia e un coordinamento più stretto con i servizi sanitari e sociali.
L’associazione chiede inoltre di individuare soluzioni alternative o complementari nel caso in cui la videosorveglianza non risultasse compatibile con il quadro giuridico o non rappresentasse una strada concretamente percorribile. L’obiettivo, sottolinea, deve restare quello di aumentare concretamente la sicurezza dei minori.
Per approfondire il tema, I Diritti dei Più Fragili APS propone anche un confronto parlamentare o un’audizione che coinvolga scuole, famiglie, associazioni delle persone con disabilità, enti del Terzo Settore, rappresentanze dei lavoratori, Autorità garanti ed esperti del settore.
«Non vogliamo mettere le famiglie contro la scuola e non vogliamo mettere la sicurezza dei bambini contro i diritti dei lavoratori. Vogliamo che famiglie, scuola, lavoratori, associazioni e Istituzioni siano dalla stessa parte: quella dei bambini. Un bambino che non può raccontare, o che in quel momento non riesce a raccontare, non può per questo ricevere una tutela inferiore», dichiara Giuseppe Adelfio, presidente pro tempore dell’Associazione.
La comunicazione inviata alla Camera si inserisce nella raccolta firme nazionale «Più sicurezza per i bambini nelle scuole», che l’associazione ha avviato il 4 settembre 2026. L’iniziativa resta aperta alle famiglie, ai cittadini e alle realtà associative interessate ad aderire.


