Più uomini delle forze dell’ordine, fondi per la videosorveglianza e un piano straordinario per l’estate. Sono alcune delle misure annunciate dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al termine del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza riunito in prefettura a Palermo.
L’incontro è stato convocato dopo le recenti intimidazioni e gli episodi criminali registrati in città, in particolare sul fronte delle estorsioni ai commercianti.
Secondo Piantedosi, dietro gli ultimi segnali emersi ci sarebbe anche “un probabile ricambio dentro Cosa nostra”, con “nuove generazioni che stanno cercando di affermarsi”, in alcuni casi “con compiti di direzione impartiti anche dal carcere”.
«Qualcuno immaginava che la mafia non esistesse più o si fosse ritirata, ma non è così», ha detto il ministro. «La mafia tradizionale continua a esistere e si sta riproponendo con dinamiche molto visibili».
Sul fronte operativo, il Viminale ha annunciato l’arrivo di ulteriori rinforzi per Palermo. «In un anno e mezzo abbiamo mandato 850 uomini e ne stiamo per mandare altri 100», ha spiegato Piantedosi, parlando di “un saldo netto positivo” negli organici delle forze dell’ordine.
Previsti anche nuovi investimenti sulla sicurezza urbana. Il ministero dell’Interno metterà a disposizione circa 5,3 milioni di euro tra fondi per la sicurezza urbana e fondi di coesione destinati soprattutto al potenziamento della videosorveglianza. Parte delle risorse potrà essere utilizzata anche per il rafforzamento della polizia municipale e per il pagamento degli straordinari.
«Le telecamere non sono poca cosa — ha aggiunto il ministro — sono molto richieste dagli investigatori». Piantedosi ha spiegato che il Comitato ha dato mandato di predisporre un piano estivo per rafforzare i controlli sul territorio, anche in vista dell’aumento delle presenze in città nei prossimi mesi.
Non sono mancate tuttavia le critiche al ministro. L’imprenditore Tommaso Dragotto, patron di Sicily by Car, vittima di tre episodi intimidatori nelle ultime settimane, ha sostenuto: «Le telecamere le compro io. Il ministro piuttosto invii altri uomini delle forze dell’ordine».
Alla richiesta, Piantedosi ha replicato rivendicando il rafforzamento degli organici già avvenuto negli ultimi mesi: «Palermo è al primo posto tra le nostre attenzioni. Mandiamo tutto ciò che serve».
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema delle denunce da parte degli imprenditori vittime del racket. Secondo i dati illustrati durante il vertice, su 21 attentati intimidatori registrati da novembre a oggi solo un commerciante aveva denunciato in precedenza richieste estorsive.
«Oggi non siamo più nello Stato di quarant’anni fa», ha detto Piantedosi. «Non denunciare non è più giustificato dalla paura. Le istituzioni sono presenti».
Il ministro ha infine invitato a distinguere i diversi fenomeni criminali presenti in città: «Ci sono dinamiche mafiose, problemi di sicurezza urbana e questioni legate alla malamovida. Servono strumenti diversi per affrontarli».


