giovedì, 29 Gennaio 2026
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Il racconto della madre a QdP

Choc a Palermo, bimbo di 4 anni aggredito da un clochard

Grave episodio di violenza a Palermo nei pressi del quartiere Malaspina. Nel pomeriggio di giovedì 15 gennaio un bambino di quasi cinque anni è stato aggredito da un clochard mentre camminava sul marciapiede di via Bevignani, davanti all’Istituto comprensivo “G. Verdi”.

Erano circa le 17.30, un orario in cui transitano abitualmente da lì bambini e genitori diretti alla palestra sottostante per le attività sportive pomeridiane. Secondo quanto raccontato dalla madre, il piccolo stava camminando poco più avanti rispetto a lei insieme a una sua amichetta, sempre a vista delle mamme, quando improvvisamente un uomo, che probabilmente aveva appena attraversato la strada, lo ha spinto con violenza. «L’ha colpito con un calcio», racconta la donna alla redazione del Quotidiano di Palermo.

Il bambino è stato scaraventato a terra ed è finito nello spazio tra una macchina parcheggiata e il marciapiede, subendo evidenti ematomi sul lato sinistro del volto ed escoriazioni sulle mani.

La descrizione

Altri genitori presenti, che hanno assistito alla scena, sono riusciti a fermare l’aggressore chiedendogli il motivo di un gesto così violento e del tutto inspiegabile nei confronti di un bambino così piccolo. L’uomo, descritto come bassino, con barba e capelli lunghi, cappello e abbigliamento malandato, sulla cinquantina, ha risposto soltanto con cenni del capo, mostrando evidenti problemi mentali e apparendo poco presente a sé stesso.

L’uomo ha fatto perdere le sue tracce

In quei momenti concitati, tra i presenti ha prevalso l’istinto di proteggere i bambini che avevano assistito alla scena e che erano visibilmente scossi. Nessuno, purtroppo, ha pensato in quel momento concitato di chiamare le forze dell’ordine e il clochard è andato via indisturbato.

«Io ovviamente ero concentrata a soccorrere mio figlio – riferisce la mamma – cercando di capire l’entità delle lesioni, di tranquillizzarlo e di ridurre l’impatto traumatico per quanto accaduto».

Secondo la donna e diversi residenti, da tempo vengono segnalate nel quartiere persone con evidenti difficoltà, che si aggirano nella zona. «A me sembra di aver già visto questa persona – conclude la donna -. L’ho incontrata fra le panchine di piazza Tosti e in via Boito (strada completamente al buio, ndr). Parlava da solo e cercava di attirare l’attenzione».

Altri episodi alla Stazione Notarbartolo

Non lontano da via Bevignani, pochi mesi fa, all’interno della stazione Notarbartolo un altro clochard ha inseguito alcune adolescenti e, approfittando del buio, ha mostrato loro le parti intime. In quell’occasione intervenne la polizia ma l’uomo, il quale pare avesse con sé anche un coltello, come raccontano alcuni residenti del quartiere, fu rilasciato. Tuttora continua a frequentare la stazione spaventando adolescenti e passanti, compiendo impunemente altri gesti di quel tipo.

Pietà e paura

«Non serve a nulla denunciarli – racconta una residente -. Che volete che gli facciano? Sono persone che fanno pena perché chissà cosa hanno passato nella loro vita, e perché vivono, anche se spesso per scelta, in condizioni disumane. Ma dall’altro fanno pure paura – conclude la donna – perché non si può mai sapere cosa gli passi per la testa. Le forze dell’ordine quando vengono chiamate intervengono, parlano con loro, a volte li portano via. Ma poi li rilasciano, per ovvie ragioni».

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