Un appartamento confiscato alla mafia a Sferracavallo torna a svolgere una funzione sociale. Nel 2014 le autorità avevano confiscato l’immobile a Giuseppe Liga, condannato a 20 anni di carcere con l’accusa di aver guidato la famiglia mafiosa di Tommaso Natale. Per circa dodici anni una famiglia aveva occupato abusivamente l’abitazione.
Ieri il Comune ha assegnato l’appartamento a una famiglia numerosa, che lascia una sistemazione di fortuna per entrare nella nuova casa al quinto piano, dotata anche di un balcone con vista sul mare. Gli inquilini completeranno il trasloco oggi, mentre una pattuglia della Polizia municipale segue le operazioni nella borgata marinara.
L’intervento rientra nelle attività del Comune per recuperare gli immobili e destinarli a chi ha realmente bisogno di una casa, in un momento in cui cresce la richiesta di alloggi a canone agevolato.
Nello stesso giorno, un’altra assegnazione ha interessato Borgo Nuovo. Il personale dell’assessorato all’Abitare sociale, guidato da Fabrizio Ferrandelli, ha consegnato le chiavi a una madre single con quattro figli piccoli. La donna ha accolto con commozione la nuova casa dopo anni segnati da difficoltà e continui trasferimenti.
In questo caso l’immobile appartiene allo Iacp. In precedenza un nucleo occupava l’alloggio, ma ha poi lasciato volontariamente l’abitazione, consentendo al Comune di procedere con una nuova assegnazione.
Ferrandelli
«Questa attività costante sta dando ogni settimana certezze a chi ha diritto. Recuperare un alloggio e destinarlo a una famiglia che ne ha bisogno significa affermare concretamente che le regole vengono rispettate e che le istituzioni sono presenti. Non è questa la strada del mercato del racket, che mostra sempre più chiaramente il fiato corto: dietro il pagamento di denaro vengono occupati immobili senza che ciò garantisca alcuna titolarità, né la possibilità di accedere alla residenza e alle prestazioni previdenziali e sociali ad essa collegate» ha dichiarato Ferrandelli.
Intanto, a Uditore, alcune famiglie che da decenni vivono senza titolo in un immobile di via Riccardo da Lentini 32 guardano con preoccupazione alle prossime settimane. Da anni le ordinanze di sgombero emesse dall’Agenzia dei beni confiscati pendono sulle abitazioni e gli ultimi provvedimenti del Comune hanno riacceso i timori.
Le famiglie hanno ricevuto comunicazioni relative all’aggiornamento delle liste dell’emergenza abitativa, che il Comune deve effettuare ogni anno entro il 30 agosto. L’amministrazione ha annunciato la cancellazione di alcuni nuclei abusivi dagli elenchi degli aventi diritto.
«È attraverso un lavoro quotidiano, fatto di controlli, recuperi e assegnazioni che possiamo dare risposte concrete alle famiglie e riaffermare il principio che gli alloggi pubblici devono essere destinati a chi ne ha effettivamente diritto» ha aggiunto Ferrandelli.
Per molti nuclei di Uditore, però, al momento non esiste la possibilità di regolarizzare la posizione. La normativa richiede infatti cinque anni dalla denuncia per occupazione prima di poter aspirare legalmente a un alloggio popolare. Le denunce risalgono al 2022. Sono quindi trascorsi quattro anni e le famiglie dovranno attendere il prossimo anno per tentare nuovamente l’ingresso in graduatoria.
In questa vicenda il Comune non possiede gli immobili. L’eventuale procedura di sgombero coatto spetta all’Agenzia dei beni confiscati, che può portare la questione al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Successivamente, il prefetto può autorizzare l’intervento delle forze dell’ordine.



