Il giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro preventivo del parco acquatico Etnaland di Belpasso, in provincia di Catania, nell’ambito di un’inchiesta della Procura etnea. Gli investigatori hanno concentrato le indagini sulla gestione dei rifiuti prodotti dalla struttura. Secondo quanto ricostruito, i responsabili li incendiavano in un terreno adiacente al parco per poi sotterrarli.
L’indagine, avviata nel 2022, ha portato i pubblici ministeri a chiedere il sequestro dell’intera area, richiesta che il gip ha accolto imponendo anche rigide prescrizioni alla società per sanare le gravi criticità ambientali riscontrate.
Nel registro degli indagati figurano l’imprenditore Francesco Andrea Russello e la società Etnaland srl, chiamata in causa come persona giuridica. Le ipotesi di reato comprendono la gestione non autorizzata di rifiuti, anche di natura speciale, la combustione illecita, il traffico organizzato di rifiuti e l’inquinamento ambientale.
Il terreno utilizzato per lo smaltimento illecito sarebbe classificato come area agricola. Dalle verifiche effettuate è inoltre emerso che il parco non disporrebbe di impianti di depurazione adeguati né delle necessarie autorizzazioni ambientali: la società risultava titolare soltanto di un’autorizzazione allo scarico rilasciata dal Comune di Belpasso, scaduta nel 2019.




