mercoledì, 1 Aprile 2026
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Operazione della Guardia di Finanza di Palermo: beni, società e conti bloccati dopo indagini su affari illeciti

Sciacca, sequestro da 4 milioni a imprenditore vicino alla mafia

Maxi sequestro da circa quattro milioni di euro eseguito dai finanzieri del Comando Provinciale di Palermo nei confronti di un imprenditore originario di Sciacca, attivo nel settore della rivendita di materiali edili e ritenuto contiguo ad una famiglia mafiosa operante nel territorio agrigentino.

Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Palermo, rappresenta l’epilogo di un articolato procedimento di prevenzione patrimoniale avviato sulla base degli elementi raccolti in una precedente indagine giudiziaria. Quest’ultima, nel luglio 2024, aveva portato all’esecuzione di numerose ordinanze di custodia cautelare e alla disarticolazione della cosca mafiosa considerata egemone nella città di Sciacca.

In quel contesto investigativo, l’imprenditore era stato tratto in arresto con accuse particolarmente gravi: associazione mafiosa, usura, estorsione, illecita concorrenza aggravata da minaccia o violenza e gestione organizzata di traffici illeciti di rifiuti. Un quadro che aveva già delineato un profilo imprenditoriale fortemente intrecciato con dinamiche criminali.

Le successive indagini patrimoniali, delegate dalla Procura della Repubblica di Palermo alle Fiamme Gialle, si sono concentrate sulla ricostruzione dettagliata delle disponibilità economiche dell’indagato e del suo nucleo familiare. Gli accertamenti avrebbero evidenziato una marcata e costante sproporzione tra i redditi ufficialmente dichiarati e gli investimenti effettuati nel tempo, elemento ritenuto indicativo di un arricchimento illecito.

Alla luce di tali risultanze, i giudici della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale palermitano hanno disposto il sequestro di un articolato patrimonio riconducibile all’imprenditore. Il provvedimento ha riguardato un’azienda operante nel settore edile, diversi immobili tra cui una villa e altri fabbricati situati a Sciacca, un terreno nella stessa area, numerosi rapporti finanziari e anche due autoveicoli.

Il valore complessivo dei beni sottoposti a vincolo è stato stimato in circa quattro milioni di euro, a conferma della rilevanza economica dell’operazione e della presunta capacità dell’organizzazione di infiltrarsi nel tessuto imprenditoriale locale.

L’intervento si inserisce nel più ampio quadro delle attività di contrasto alla criminalità organizzata e all’accumulazione illecita di ricchezze, con l’obiettivo di sottrarre risorse economiche ai circuiti mafiosi e restituirle alla collettività. Un’azione che punta non solo a colpire i singoli responsabili, ma anche a indebolire le basi economiche su cui si fonda il potere delle organizzazioni criminali nel territorio.

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