Il centrosinistra siciliano accelera sulla mozione di sfiducia al presidente della Regione Renato Schifani e, dal palco virtuale dell’iniziativa “Liberiamo la Sicilia da malaffare, corruzione e clientele”, arriva anche l’investitura politica di Elly Schlein. La segretaria nazionale del Pd, collegata da Roma, ha parlato di un’Isola “ostaggio degli scandali che travolgono il centrodestra”, invitando le opposizioni a mantenere una linea unitaria e a coinvolgere le energie migliori del territorio.
“Non siamo noi a valutare reati o intercettazioni – ha chiarito Schlein – ma ciò che emerge con chiarezza è la profondità del problema: la gestione della sanità, degli appalti, dei bandi e perfino dei concorsi è stata piegata a interessi clientelari, funzionali al mantenimento del potere da parte di una consorteria che impedisce ogni cambiamento e uccide il futuro dei siciliani”.
Parole nette, che arrivano mentre i 23 deputati dei gruppi di minoranza all’Ars hanno già depositato la mozione di sfiducia. Perché il testo passi in Aula occorrono 36 voti, la maggioranza assoluta dei componenti del Parlamento regionale. Ma per la segretaria dem il valore dell’iniziativa va oltre il solo calcolo numerico: “So che in questi giorni avete costruito una mobilitazione unitaria con le altre forze di opposizione. Bisogna andare avanti, intrecciando questo lavoro con il fermento che esiste nella società siciliana, tra giovani e mondo della cultura, che chiedono una Sicilia nuova, capace di rompere con clientele e favoritismi”.
Schlein punta il dito non solo sulle vicende che riguardano Totò Cuffaro ma sull’intero assetto del governo regionale: “Il problema non è solo Cuffaro. Ci sono altri scandali, compreso quello che coinvolge il presidente dell’Ars. La destra in Sicilia è in crisi profonda e Schifani dovrebbe prenderne atto e trarne le dovute conseguenze. È troppo facile sospendere tecnici o assessori e non affrontare i nodi politici”.
La segretaria invoca infine “un’alternativa costruita insieme ai siciliani” e un ritorno alla normalità amministrativa come primo, ambizioso obiettivo: “Riportare un po’ di normalità nella gestione della cosa pubblica – conclude – sarebbe già un bellissimo programma per la sfida che ci attende”.
Intanto all’interno della maggioranza continuano a registrarsi tensioni, come dimostra il caso degli assessori della Dc esclusi dalla Giunta, su cui l’ex esponente del governo regionale Andrea Messina ha parlato di “scelta provvisoria” da parte del presidente. Un ulteriore segnale di un equilibrio politico sempre più fragile attorno al governo Schifani.



