La Sicilia fa i conti in queste ore con una nuova incursione di aria africana. Le correnti meridionali spingono dal Nord Africa verso il Mediterraneo centrale una consistente quantità di pulviscolo sahariano, creando cieli velati e atmosfere dai colori insoliti.
Le immagini satellitari della NASA mostrano chiaramente la presenza della nube di polvere sull’area siciliana. Il fenomeno, segnalato anche da CentrometeoSicilia.it, accompagna l’attuale fase meteorologica caratterizzata da temperature elevate e correnti meridionali.
Cielo lattiginoso e colori giallastri
La polvere desertica modifica l’aspetto del cielo in diverse zone dell’Isola. Il sole appare più attenuato e il cielo assume una tonalità biancastra, lattiginosa e opalescente. Verso l’orizzonte, invece, prevalgono sfumature gialle e più calde.
La concentrazione di particelle nell’aria può inoltre ridurre la visibilità, soprattutto nelle località più esposte alle correnti provenienti da sud. Montagne, coste e paesaggi possono quindi apparire meno nitidi rispetto alle giornate con aria più limpida.
La sabbia può arrivare al suolo
Non tutta la polvere resta sospesa nell’atmosfera. Una parte può depositarsi sulle superfici e lasciare una sottile patina giallastra o rossastra su auto, balconi, terrazze e arredi esterni.
Il fenomeno diventa ancora più evidente quando arriva la pioggia. Le precipitazioni trascinano infatti al suolo le particelle presenti nell’aria e possono provocare la caratteristica pioggia di fango.
Prudenza alla guida
La maggiore presenza di pulviscolo può influire anche sulla visibilità, in particolare nelle aree aperte, sulle strade extraurbane e nei tratti esposti ai venti meridionali. Gli automobilisti dovrebbero quindi prestare maggiore attenzione quando foschia e polvere rendono meno nitida la visuale.
Le immagini satellitari e i modelli meteorologici permettono di seguire l’evoluzione della nube e il suo spostamento sul Mediterraneo. Il trasporto di polvere dal Sahara verso la Sicilia rappresenta un fenomeno frequente, ma in questi giorni contribuisce a rendere ancora più marcata la componente africana dell’attuale fase di caldo sull’Isola.



