Circa 70 detenuti del carcere Pietro Cerulli di Trapani hanno dato vita a una violenta protesta sfociata oltre le mura del penitenziario. I reclusi hanno pubblicato sui social video girati con cellulari clandestini per mostrare porte divelte e cortili aperti. Nelle immagini denunciano condizioni insostenibili, cinque persone per cella, mancanza d’acqua e presunti abusi del personale. Queste immagini hanno immagini riacceso il problema dell’introduzione e della circolazione di telefoni cellulari all’interno della struttura carceraria.
A denunciare la situazione è Gioacchino Veneziano, della Uil Fp polizia penitenziaria, che parla di un fenomeno difficile da contrastare: “Lo smercio di droga e di telefonini è all’ordine del giorno. Ne sequestriamo dieci e ne ritroviamo venti“. Ha anche evidenziato che la gestione della sicurezza risulta compromessa da una grave carenza di organico e da un forte sovraffollamento strutturale. Il padiglione nuovo del 2016 ospita 591 detenuti a fronte di 360 posti regolamentari previsti. Nelle 24 ore operano soltanto 70 agenti penitenziari a causa della pianta organica largamente insufficiente. Il sindacalista ha puntato il sito anche sull’assenza totale di sentinelle e di dispositivi elettronici anti-comunicazione come i jammer.
Comunque è indubbio che le tensioni croniche nel penitenziario sono legate anche alle pessime condizioni del reparto Mediterraneo, già segnalato dalla Camera Penale. I detenuti che hanno partecipato alla rivolta saranno trasferiti urgentemente in altri istituti penitenziari italiani. Restano tuttavia irrisolti i problemi strutturali, la gestione della carenza di personale e la sicurezza generale della struttura trapanese.


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