martedì, 7 Aprile 2026
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L'inchiesta del giornalista Silvio Schembri e la testimonianza dell'ex killer di Cosa nostra Gaetano Grado

Il tesoro di Totó Riina a Malta: sospetti su una villa, oggi è di un ministro

Il mistero sulla lunga latitanza di Salvatore “Totò” Riina, storico capo dei Corleonesi, si arricchisce di un nuovo elemento internazionale. Un’indagine giornalistica ha individuato alcuni suoi rifugi sull’isola maltese di Gozo, portando alla luce un dettaglio sorprendente. Una delle ville usate dal boss appartiene oggi al ministro dell’Agricoltura di Malta, Anton Refalo.

Il giornalista Silvio Schembri ha condotto l’inchiesta per il programma Lo Stato delle Cose, guidato da Massimo Giletti. Tutto è partito da una lettera anonima inviata al giornalista di Partinico Pino Maniaci. Il messaggio descriveva con precisione una casa a due piani, con terrazza e vista panoramica, indicata come uno dei nascondigli di Riina.

Schembri ha seguito questa pista e si è recato più volte a Gozo. Qui ha raccolto diverse testimonianze. I residenti ricordano un uomo discreto, educato e silenzioso, visto come un turista insolito. Solo anni dopo, osservando le immagini del boss, hanno collegato quel volto a una figura simbolo della mafia.

L’indagine ha poi individuato una seconda villa. Una fonte locale ha fornito l’indirizzo esatto tramite Google Maps. L’immobile oggi risulta di proprietà del ministro Refalo. Intervistato mentre scaricava un quadro da un furgone, Refalo ha reagito con fastidio. Ha spiegato di aver acquistato la casa circa 25 anni fa, prima di sposarsi, e ha chiuso bruscamente la conversazione invitando il giornalista a “farsi i fatti suoi”.

La testimonianza di Grado

A rafforzare il lavoro giornalistico è arrivata la testimonianza di Gaetano Grado, ex killer di Cosa nostra e responsabile di oltre cinquanta omicidi. Per la prima volta in televisione, Grado ha mostrato il suo volto, dichiarando fiducia nel team di Giletti. Davanti alle immagini delle ville, non ha avuto dubbi. Ha riconosciuto i luoghi e alcuni dettagli, come il portone d’ingresso. Ha confermato di aver soggiornato lì e di aver accompagnato Riina sull’isola. Secondo il suo racconto, il boss trascorreva periodi a Gozo per affari importanti o quando a Palermo la situazione diventava troppo rischiosa

Malta potrebbe aver rappresentato non solo un rifugio, ma anche un punto strategico per affari e investimenti. Un luogo utile per riciclare denaro e nascondere il suo tesoro. Un’ipotesi che assume peso se si considera il contesto del Paese, al centro negli ultimi anni di diverse inchieste su criminalità e finanza. Su questo sfondo resta anche il ricordo dell’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, uccisa oltre otto anni fa dopo aver denunciato casi di corruzione e riciclaggio.

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