sabato, 17 Gennaio 2026
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Emilio Corrao, genero di Rita Borsellino, plaude la proposta di legge che mira a proteggere i minori cresciuti in contesti di criminalità organizzata.

Proposta di legge sui figli della mafia, il genero di Rita Borsellino: “Una via d’uscita per i ragazzi dello Zen”

«Rappresenta un traguardo fondamentale per chi, come noi, crede che la lotta alla mafia passi inevitabilmente dal diritto alla bellezza e alla libertà delle nuove generazioni». Così Emilio Corrao, genero di Rita Borsellino, ha espresso il proprio entusiasmo per il recente avvio dell’iter parlamentare della proposta di legge “Liberi di scegliere”. Quest’ultima è volta all’apprestamento di norme che permettano a minori e madri provenienti da contesti mafiosi di sottrarsi al contatto con la criminalità organizzata.

Il progetto, su cui adesso si concentra il vaglio delle commissioni parlamentari, trae origine da una prassi meritoria invalsa presso il Tribunale dei minorenni di Reggio Calabria nel 2012 e di seguito adottata da alcuni uffici giudiziari nel resto d’Italia. Tale protocollo, ideato da Roberto Di Bella (allora presidente del tribunale calabrese), si sostanzia nell’applicazione delle misure civilistiche di decadenza o limitazione della responsabilità genitoriale; le quali comportano, nei casi più gravi, il temporaneo allontanamento dei minori dal nucleo familiare e l’inserimento in strutture comunitarie o famiglie.

Preso atto della necessità di conferire al protocollo una valenza normativa generalizzata ed una base giuridica solida, il progetto è stato dapprima siglato l’1 luglio 2017 e, successivamente, trasposto nell’articolo 7 del decreto legge n. 123 del 2023. Sicché, soltanto il 18 novembre del 2025 è stata ufficialmente depositata la proposta di legge alla Camera dei deputati, a firma della senatrice Enza Rando e della deputata e Presidente della commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo. Da ultimo, in occasione di una conferenza stampa all’uopo predisposta presso Montecitorio lo scorso 15 gennaio, è stato annunciato l’inizio dei lavori parlamentari. A margine della stessa sono intervenuti il Presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana e del Senato Ignazio La Russa, a testimonianza del consenso bipartisan di cui gode la proposta.

La speranza che trova eco nelle dichiarazioni di Emilio Corrao è che si ponga sempre più enfasi, allorché siano decise le sorti di minori indotti a delinquere dal sistema mafioso in cui vivono, all’aspetto rieducativo del trattamento sanzionatorio anziché arrestarsi alla mera risposta punitiva. Ciò risulta tanto più urgente e vero se solo si pone mente al clima di crescente apprensione che si avverte a Palermo verso le derive criminose dei giovani provenienti dai quartieri più penalizzati socialmente ed economicamente. A tal proposito, il genero di Rita Borsellino conclude: «Trasformare questo protocollo in legge dello Stato significa finalmente offrire un’ancora sicura a quelle madri e a quei ragazzi che, in contesti difficili come lo Zen di Palermo o altre periferie della nostra  città, cercano faticosamente una via d’uscita dai codici di violenza».

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