Dopo l’incendio che solo qualche giorno fa si era propagato nel reparto di Ortopedia, il Policlinico torna al centro dell’attenzione. Anche in questo caso, oggetto di discussione è il rispetto delle regole in tema di sicurezza sul lavoro. A manifestare preoccupazione è l’organizzazione sindacale SNALS Università, la quale, sollecitata dai lavoratori afferenti all’U.O.C. di Medicina di Laboratorio dell’Edificio 8, ha lanciato l’allarme circa la presunta inosservanza delle norme.
Con una comunicazione odierna indirizzata all’intero spettro istituzionale (dal Presidente della Repubblica sino ai Direttori del DAI e UO dell’azienda ospedaliera), il sindacato ha portato all’attenzione serie criticità in merito alla tutela della salute di quanti prestino attività assistenziali in detto edificio. In particolare, lamentano gli scriventi Giovanni Madonia Ferraro e Giovanni Provenzani, i pericoli deriverebbero dalla promiscuità tra l’ambiente di lavoro ospedaliero ed un cantiere edile allestito nell’ambito di alcuni interventi finanziati dal PNRR.
Sulla scorta delle segnalazioni recapitate alla SNALS, si rappresenta una violazione degli standard minimi: a partire dalla «presenza costante di polveri, rumori, vibrazioni e interferenze ambientali» ai «rischi elettrici, strutturali e ambientali, soprattutto in occasione di guasti o blackout» cui sarebbe esposto il personale, essendo costretto ad attraversare le aree di cantiere per raggiungere i quadri elettrici del seminterrato. La contestata commistione tra spazi lavorativi sarebbe accentuata dal dato che alcuni «locali dell’area assistenziale risultano impropriamente utilizzati come depositi di materiale sanitario e attrezzature rimosse dalle aree di cantiere». Stando al contenuto della lettera, di maggiore gravità sarebbe, poi, la presenza documentata di topi.
Sembrerebbe, però, che le rimostranze di oggi siano solo l’ultimo degli appelli che i sindacalisti rivolgono da tempo agli amministratori. Si legge che negli anni avrebbero già rimarcato importanti lacune nella gestione della sicurezza, quali, ad esempio, «la caduta dei controsoffitti presso il Centro Prelievi; l’inadeguatezza strutturale di reparti e servizi trasferiti in conseguenza dei cantieri PNRR; le gravi criticità dell’Ambulatorio Gravi Disabili (…); le ripetute segnalazioni in materia di sicurezza antincendio, compartimentazione, vie di fuga e interferenze tra cantieri e attività sanitarie».
Oltretutto, proprio in riferimento all’incendio divampato, si puntualizza come, prima dell’evento, il sindacato avesse chiesto all’azienda di compilare delle schede conoscitive sullo stato di adeguamento alle norme antincendio di tutte le infrastrutture del complesso ospedaliero. Cionondimeno, la SNALS riferisce di essersi sempre vista opporre un rifiuto, accompagnato dall’accusa di porre in essere “atteggiamenti inquisitori”.
In conclusione, il coordinatore provinciale ed il segretario provinciale dell’organizzazione, oltre agli interventi più urgenti relativi all’effettiva separazione delle aree assistenziali e di cantiere ed alla disinfestazione, richiedono l’accertamento di eventuali responsabilità in ordine alla violazione delle disposizioni del testo unico in materia di sicurezza e salute sul posto di lavoro.


