giovedì, 22 Gennaio 2026
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Viabilità compromessa dai cantieri, mentre residenti e commercianti lamentano l'indifferenza del Comune

Polemica sulle nuove ciclabili, la denuncia: «Imposte dall’alto, nessun confronto con i cittadini»

I lavori per la realizzazione delle nuove piste ciclabili sono iniziati da pochi giorni eppure hanno già suscitato clamore. Non pochi, infatti, sarebbero i disagi lamentati da residenti e commercianti delle zone interessate dai cantieri. Tuttavia, ciò che desta il disappunto dei cittadini sarebbe l’assenza di un confronto preventivo con l’amministrazione comunale. A denunciarlo sono il Consigliere Salvo Altadonna Capogruppo PD della V Circoscrizione ed i Consiglieri Grasso, Di Prima e la 5 stelle Di Gesù.

La costruzione del nuovo lotto di ciclovie, che si snoderanno dalla Costa Sud della città sino alla Stazione centrale ed ai poli universitari, era stata disposta con ordinanza dell’Ufficio Traffico e Mobilità ordinaria del Comune lo scorso 5 dicembre, dopo che il RUP Giovanni Sarta aveva adottato con esito positivo le determinazioni conclusive della Conferenza di Servizi. Il progetto esecutivo, intitolato, per l’appunto, “Percorso ciclabile Costa Sud, Stazione Centrale, lungofiume Oreto, Poli Universitari”, è parte del novero di opere finanziate dal P.N.R.R. In merito all’impresa esecutrice dei lavori, è stata incaricata Camedil Costruzioni srl, che, giusta il disposto dell’ordinanza, dovrà effettuarli «impegnando metà carreggiata per volta e in due periodi distinti e separati al fine di garantire sempre e comunque la circolazione stradale (…)».

Cantiere piste ciclabili

Tra le strade coinvolte dal provvedimento spiccano alcune intensamente trafficate come corso Calatafimi o corso Finocchiaro Aprile, oppure alcune carreggiate già alquanto ridotte come quella di via Eugenio L’Emiro. Il che ha subito destato la preoccupazione di chi, soffermandosi sulle modalità di allestimento dei cantieri, ha paventato il completo congestionamento delle vie. Ciò malgrado l’ordinanza dia facoltà agli operai di Camedil Costruzioni di lavorare «anche nelle ore notturne, nei giorni festivi e prefestivi riducendo per quanto possibile il nocumento arrecato alla quiete pubblica».

Ad aver esasperato la frustrazione di famiglie ed esercizi commerciali della zona sarebbe, però, il mancato coordinamento con i suoi rappresentanti, laddove un’audizione di questi avrebbe permesso di impiegare accorgimenti in linea con l’esigenze del territorio. A farsi portavoce di queste rimostranze è il Consigliere Altadonna, cui abbiamo rivolto alcune domande per approfondire la situazione ed i possibili scenari futuri.

Consigliere Altadonna, cosa sta andando storto con queste nuove ciclabili?

«L’assessore Maurizio Carta che ha le specifiche deleghe all’urbanistica, alla pianificazione territoriale e alla mobilità sostenibile, ad inizio del suo mandato aveva rilasciato dichiarazioni che facevano ben sperare, parlando di coinvolgimento delle Circoscrizioni nelle scelte strategiche e di ascolto dei territori. Parole che oggi, nei fatti, restano solo propaganda. In V Circoscrizione nessuno è stato messo nelle condizioni di incidere: nessuna concertazione preventiva, nessuna analisi condivisa delle criticità, nessuna valutazione sull’impatto economico per i commercianti, nessuna alternativa progettuale discussa. Le ciclopiste arrivano così: per imposizione, non per pianificazione condivisa».

Parla di mancato coinvolgimento delle circoscrizioni. Nello specifico, quale dovrebbe essere il loro ruolo?

«Guardi, qua apriamo un altro doloroso capitolo che è quello del decentramento amministrativo, sbandierato in campagna elettorale e sul quale non è stato prodotto alcun atto. Il Comune continua a negare le deleghe di competenza delle circoscrizioni, relegandole a meri organi consultivi, ma visto il caso odierno neanche a quello. La delega al decentramento è affidata all’assessore Falzone che non è, fino ad oggi, pervenuto. Persino i Presidenti di Circoscrizione del centrodestra hanno in più occasioni sottolineato l’assenza di interesse del Sindaco Lagalla, ma il loro complice silenzio dimostra che lo ritengono consono. Se le circoscrizioni non contano nulla, se i territori non vengono ascoltati, allora qualcuno dovrebbe avere il coraggio di dirlo chiaramente».

Tornando alle ciclabili, quale sarà l’impatto prevedibile sul territorio?

«Mentre si parla di “mobilità sostenibile”, nelle aree interessate si registrano meno parcheggi, più traffico, difficoltà di carico e scarico, accessi compromessi e un impatto diretto su attività che già faticano a restare aperte in un contesto economico drammatico».

Crede che le ciclovie fossero una priorità per Palermo?

«Tutt’altro. Si badi, non significa che sia contrario alle ciclabili, però basta dare uno sguardo a strade e marciapiedi e ci si accorgerà che sono devastati. Oltretutto, la pubblica illuminazione, dove funziona, è coperta dalle chiome degli alberi ormai non potati da anni. Non è possibile pensare di costruire piste ciclabili come se fossimo in una città “normale”. Ogni anno paghiamo milioni di euro di debiti fuori bilancio per i danni causati a cose e persone dalle buche, soldi dei palermitani con i quali quelle buche potevano essere riparate».

Cosa succederà adesso?

«Via Eugenio l’Emiro, corso Finocchiaro Aprile, via Nina Siciliana, via Michele Scoto, via Serradifalco, parliamo di assi viari strategici, attraversati ogni giorno da migliaia di residenti, pendolari, mezzi pubblici e privati, non di strade marginali. Eppure, ancora una volta, il territorio viene trattato come un dettaglio. I lavori sono già partiti, le decisioni sono state prese, il confronto è arrivato quando ormai non serve più. Stiamo provando a farci sentire, perché non accettiamo che la “mobilità sostenibile” venga usata come alibi politico per giustificare scelte sbagliate e non condivise. La sostenibilità non può essere autoritaria, la pianificazione non può escludere chi vive e lavora nelle strade coinvolte, il cambiamento non può passare sopra le persone».

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