giovedì, 23 Luglio 2026
Il Quotidiano di Palermo - Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025 Direttore responsabile: Michele Sardo

Dal 1° agosto obbligo di adeguare bocchettoni e sistemi di aspirazione per evitare l’effetto ventosa. Fondo da 4,7 milioni per le piscine pubbliche

Piscine, chiusura immediata per impianti fuori norma: fondi per adeguamento

Dopo una serie di tragici incidenti che hanno coinvolto bambini, arriva una stretta sulla sicurezza delle piscine. La Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità un emendamento bipartisan al decreto Sport che impone nuovi standard per gli impianti di ricircolo delle acque e introduce la chiusura immediata delle strutture che non rispetteranno le norme.

La misura nasce sull’onda dell’emozione suscitata dai recenti casi di cronaca che hanno visto minori rimanere intrappolati sott’acqua a causa dell’effetto ventosa generato dai sistemi di aspirazione delle piscine. La nuova disciplina entrerà in vigore dal prossimo 1° agosto, come annunciato dal vicepremier Matteo Salvini.

Bocchettoni e griglie sotto osservazione

Il cuore dell’emendamento riguarda i sistemi di ricircolo e, in particolare, le prese di aspirazione delle acque. Griglie di fondo, bocchettoni e qualsiasi altro dispositivo utilizzato per la depurazione dovranno garantire standard di sicurezza tali da impedire fenomeni vorticosi e pericolosi effetti di risucchio che possano coinvolgere qualsiasi parte del corpo dei bagnanti.

Il testo approvato prevede infatti che nelle piscine pubbliche e in quelle private aperte a un’utenza collettiva il sistema debba essere progettato e mantenuto in modo da evitare ogni rischio di intrappolamento. La sanzione prevista per chi non si adeguerà è particolarmente severa: in caso di violazione scatterà la chiusura immediata dell’impianto fino alla completa messa a norma.

Fondo da 4,7 milioni per gli adeguamenti

L’emendamento, approvato con 244 voti favorevoli, riguarda un’ampia platea di strutture: piscine pubbliche, impianti privati aperti al pubblico, strutture all’aperto e al coperto. Per consentire agli enti locali e ai gestori di affrontare i costi degli interventi, il Parlamento ha previsto anche uno stanziamento dedicato. È stato infatti istituito un fondo da 4 milioni e 725 mila euro per il 2026 destinato all’adeguamento delle piscine pubbliche ai nuovi requisiti di sicurezza.

Le risorse saranno reperite attraverso il fondo speciale di conto capitale inserito nel bilancio dello Stato e destinato ai fondi di riserva e speciali del Ministero dell’Economia.

Le tragedie che hanno spinto il Parlamento a intervenire

La nuova normativa trova origine nei numerosi incidenti registrati negli ultimi anni. Secondo i dati richiamati durante il dibattito parlamentare, negli ultimi quattro anni si sarebbero verificati almeno 75 decessi legati a episodi di intrappolamento nei sistemi di aspirazione delle piscine.

Tra i casi più recenti c’è quello della bambina di 11 anni morta a Sestri Levante dopo essere rimasta impigliata con i capelli in un bocchettone di aspirazione. Nelle scorse ore, invece, un’altra bambina è stata salvata in extremis dopo che una gamba era rimasta bloccata in una presa d’acqua.

Secondo gli esperti del settore, spesso all’origine degli incidenti vi sarebbero carenze nella manutenzione o dispositivi non adeguatamente aggiornati rispetto agli standard di sicurezza più moderni.

Scontro politico sull’efficacia della norma

Nonostante il voto unanime dell’Aula, il provvedimento ha suscitato alcune perplessità tra le opposizioni. Dal Movimento 5 Stelle è arrivata la critica secondo cui la norma non sarebbe sufficiente a risolvere il problema e lascerebbe fuori le piscine private ad uso esclusivamente domestico. Dubbi sono stati espressi anche dal Partito Democratico, che pur condividendo il principio della sicurezza ha definito l’emendamento troppo generico e privo di strumenti realmente innovativi sul fronte dei controlli.

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