domenica, 11 Ottobre 2026
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Confindustria Catania sostiene il blocco dei tir dal 16 al 22 ottobre

Pesca e trasporti contro il caro gasolio: in Sicilia la protesta non si ferma

Il caro gasolio continua a mettere in difficoltà la pesca e l’autotrasporto in Sicilia. Le marinerie dell’Isola riprendono gradualmente le uscite in mare, ma senza abbandonare la mobilitazione contro il costo del carburante. Sul fronte dei trasporti, invece, cresce la protesta. Anche Confindustria Catania sostiene il fermo dei tir annunciato dal Comitato dei padroncini siciliani dal 16 al 22 ottobre.

A Sciacca i pescatori hanno deciso di tornare al lavoro, ma con una riduzione delle giornate di pesca. La scelta è arrivata ieri, al termine di un’assemblea dai toni accesi, durante la quale armatori e pescatori hanno votato a scrutinio segreto. Il «sì» alla ripresa ha prevalso di misura, dopo oltre una settimana di stop volontario.

«bisognava andare a lavorare per non morire di fame, anche se, per la prima volta nella nostra storia, pescheremo solo tre giorni su cinque, perché lo stato di agitazione continua e perché, in ogni caso, non si può andare oltre la terza battuta visti i prezzi inaccessibili del gasolio», spiega Calogero Bono, tra i portavoce della flotta saccense.

La ripartenza, però, non segna la fine della protesta. Per la prima volta nella storia della marineria locale, le imbarcazioni usciranno in mare soltanto tre giorni su cinque. Il costo del gasolio, ormai troppo alto, impedisce infatti di sostenere un ritmo di lavoro ordinario e limita le uscite alla terza battuta.

La stessa formula potrebbe coinvolgere anche le flotte di Porto Empedocle e Scoglitti. A Licata, Porto Palo di Capo Passero e in parte a Mazara del Vallo, invece, i pescatori hanno già riavviato i motori, pur mantenendo alta l’attenzione sulle richieste rivolte alle istituzioni.

Al centro della vertenza resta il Fondo di solidarietà per il comparto. Le marinerie chiedono di portare le risorse dagli attuali 2 milioni a 17 milioni di euro. Un impegno che, ricorda Bono, alcuni deputati dell’Ars hanno assunto martedì scorso durante un confronto con i rappresentanti delle categorie interessate. I pescatori attendono ora risposte concrete, mentre il caro-carburante continua a pesare sui bilanci delle imprese.

Intanto, la protesta si estende al trasporto su gomma. Confindustria Catania si unisce infatti alla mobilitazione proclamata dal Comitato dei padroncini siciliani, che prevede il blocco dei tir dal 16 al 22 ottobre. Il rincaro del gasolio alimenta così il malcontento in due settori strategici per l’economia dell’Isola.

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