sabato, 28 Marzo 2026
Il Quotidiano di Palermo - Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025 Direttore responsabile: Michele Sardo

Un modello di rigenerazione urbana nato dal basso che oggi chiede sostegno per continuare a vivere e servire la comunità

“Parco Uditore non deve chiudere”: in centinaia a Palermo per difenderlo

Un parco che è patrimonio di tutti: dei bambini, delle famiglie, degli anziani, degli sportivi. Di chi ha tempo e di chi va di fretta, di chi abita il quartiere e di chi lo raggiunge per poter respirare nel verde. Il Parco Uditore è prima di tutto della città: non è un affaire politico, non appartiene a nessuna fazione, solo a se stesso e a chi lo frequenta.

Basta fare due conti: è un parco urbano e già il termine parla da sé; in linea d’aria gli spazi verdi più vicini sono le ville storiche, qualche giardino poco curato, il Foro Italico, o addirittura la Favorita, il resto è cemento. Perché allora non difendere e sostenere Parco Uditore? Se lo sono chiesto le centinaia di cittadini, adulti e bambini, le scuole (e non solo quelle del quartiere), le associazioni di categoria, i gruppi sportivi, gli scout, l’Agesci: oggi si sono riversati nel parco urbano per dire un sonoro NO alla possibilità di una chiusura. E chiedere alle istituzioni che qualcosa si muova, che gli immobili vengano riqualificati e venga reintegrato il contributo alla gestione: un sostegno trasversale, senza colori e senza partiti, che nasce dal basso, esattamente come il Parco.

Ma immobilismo e silenzio spesso fanno più male delle azioni. “Dopo mesi di silenzio chiediamo un tavolo tecnico per portare avanti il Parco Urbano. Non riusciamo a portare avanti il progetto, chiediamo tempi certi per la riqualifica e un sostegno per la gestione, per i dipendenti” dice Piero D’Angelo, presidente della Cooperativa sociale Parco Uditore, e annuncia nuove azioni di maggiore impatto se continuerà il silenzio delle istituzioni. Intanto è partita una petizione su change.org contro la chiusura del Parco: in sole tre ore sono arrivate oltre 1400 firme.  

Legacoop Sicilia è scesa in campo a sostegno della cooperativa di giovani che nel 2012 ha creato il Parco di piazzale Einstein: per chiedere risposte alla regione Siciliana e soprattutto il reintegro del contributo ricevuto negli scorsi due anni, nell’attesa della riqualificazione delle strutture nel Parco che dovrebbero ospitare una fattura didattica e un caffè letterario. “Siamo qui per difendere il Parco, e i tanti ragazzi e ragazze del quartiere che si sono uniti in cooperativa per rendere vivo questo spazio che era stato dimenticato – dice Filippo Parrino, presidente di LegaCoop Sicilia che annuncia un presidio stabile, notte e giorno, a difesa del Parco – Vi chiediamo di riconoscere la bellezza nata senza fondi pubblici”.

Appena apparso il primo messaggio in cui si ventilava la chiusura, i social di Parco Uditore sono stati inondati di messaggi di cittadini: la comunità riconosce non solo il luogo fisico, ma anche il modello di gestione alternativo partito dal basso. Parco Uditore è sempre stato un contenitore di esperienze, un luogo che accoglie soprattutto i più fragili come i bambini delle case famiglia; e un centro che promuove lo sport: da Parco Uditore è partito undici anni fa ParkRun Italia e ogni sabato alle 9 si rinnova il percorso di 4 km a cui chiunque può partecipare, contemporaneamente alle altre sedi. “Arrivano da tutto il mondo per partecipare a ParkRun Uditore – dice Giorgio Cambiano, country manager di ParkRun -, e adesso chiedono come aiutare e sostenere. Parco Uditore è talmente noto che esiste anche un modello brandizzato di calzettoni da running e Monopoly lo ha inserito nel gioco dedicato a ParkRun”.     

Parco Uditore è il primo esempio di parco urbano pubblico ad accesso gratuito gestito senza fondi pubblici, la cui organizzazione si basa sulla solidarietà. Parco Uditore è un’esperienza di rigenerazione urbana nata dal basso nel 2010 grazie all’iniziativa di cittadini e associazioni che hanno scelto di restituire alla città un’area verde storica rimasta per anni in stato di abbandono. Da questo percorso partecipato è nata l’Associazione Parco Uditore, promotrice del progetto che nel 2012 ha portato alla riapertura del parco al pubblico. Nel 2014 l’associazione si è trasformata nella Cooperativa sociale Parco Uditore, con l’obiettivo di rendere più strutturata e sostenibile la gestione del bene.

Dal 2012 al 2017 il parco è stato gestito attraverso un protocollo interistituzionale che ha consentito di garantire la fruizione pubblica dell’area e di avviare attività sociali, educative e culturali. Dal 2017 la cooperativa opera sulla base di una convenzione con la Regione, tramite il Corpo forestale, che prevede l’affidamento di alcune strutture presenti all’interno del parco. Gli spazi avrebbero dovuto ospitare una ludoteca, una fattoria didattica, uno spazio polifunzionale per mostre ed eventi e un caffè letterario: attività pensate per sostenere economicamente la gestione del parco e coprire i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

A oggi, a distanza di nove anni dalla firma della convenzione, le strutture non sono ancora state consegnate. Nonostante ciò, la Cooperativa Parco Uditore ha continuato a garantire la cura e l’apertura del parco grazie al lavoro costante di dieci persone, sette dipendenti e tre volontari, mantenendo vivo uno spazio pubblico nato dalla partecipazione dei cittadini e restituito alla comunità.

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