sabato, 28 Marzo 2026
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La consigliera Di Gangi richiama le istituzioni alle proprie responsabilità: “Il Parco Uditore è un bene comune, va garantita continuità e gestione immediata”

Parco Uditore, Di Gangi (PD): «Non può essere lasciato solo, serve risposta immediata»

Il Parco Uditore torna al centro del dibattito pubblico dopo l’allarme sulla possibile chiusura. A intervenire è la consigliera comunale del Partito Democratico Mariangela Di Gangi, che richiama le istituzioni alle proprie responsabilità e chiede interventi urgenti per garantire continuità a uno dei principali spazi verdi condivisi della città.

“Stamattina ho partecipato anche io all’iniziativa promossa dalle ragazze e dai ragazzi del Parco Uditore, insieme a tante cittadine e tanti cittadini che hanno scelto di esserci rispondendo alla loro chiamata, per accendere i riflettori su ciò che i gestori hanno denunciato.

Il Parco Uditore rischia infatti oggi la chiusura. Ma parliamo di uno spazio pubblico e prezioso, restituito alla città grazie a un’esperienza costruita negli anni con impegno, partecipazione e lavoro quotidiano, diventando un punto di riferimento per famiglie, bambini e bambine, associazioni e comunità tutta.

Il fatto che un’esperienza come questa venga oggi messa in discussione, nonostante l’impegno di chi in questi anni ha fatto di tutto per tenerla in vita, è una chiara manifestazione della mancanza di impegno da parte delle istituzioni competenti. Anche se fossimo di fronte soltanto a m sciatteria, sarebbe comunque colpevole e imperdonabile.

È evidente che la titolarità dell’area è regionale, ma questo non può tradursi in un rimpallo di responsabilità mentre un bene comune rischia di chiudere.

Per quanto riguarda ciò che è nelle nostre competenze, la questione dell’acqua è dirimente. È necessario che AMAP proceda con la massima rapidità al ripristino del contatore, per garantire le condizioni minime di vivibilità del parco.

Il Parco Uditore è un presidio importante per la città, come dimostra la risposta di oggi della città,  e non può essere lasciato solo. Serve una risposta istituzionale immediata, concreta e condivisa, che garantisca continuità e futuro a questa esperienza”.

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