In via Mariano D’Amelio a Palermo, in una vita tristemente nota per la strage del 1992 in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta, si registrano continue segnalazioni riguardanti episodi di degrado, schiamazzi, uso inopportuno di fuochi d’artificio e occupazioni della sede stradale. La denuncia, giunta alla redazione di QdP da parte del Comitato Cittadino Palermo, un gruppo spontaneo di residenti del quartiere Montepelllegrino, mette in luce una situazione di criticità costante che incide negativamente sulla vivibilità del quartiere e sulla quiete dei residenti, oltre a provocare impatti deleteri per la fauna locale e il verde urbano.
La nota del Comitato Cittadino Palermo
“Non chiediamo una risposta emergenziale né una repressione indiscriminata. Chiediamo qualcosa di più semplice e concreto: un controllo effettivo e continuativo di tutto il territorio, capace di prevenire le situazioni di degrado prima che diventino episodi più gravi. La sicurezza urbana e il rispetto delle regole non possono dipendere dalla casualità della presenza delle forze dell’ordine.
Un territorio lasciato senza controllo finisce inevitabilmente per essere percepito come uno spazio nel quale tutto è consentito. Lo abbiamo visto accadere in altre zone del centro storico, dove l’assenza di presidio ha trasformato luoghi di vita in veri e propri ghetti notturni”.

Il fenomeno del degrado urbano e dell’insicurezza non si limita a via D’Amelio, ma si inserisce in un contesto cittadino più articolato. Fino a questo momento l’attenzione istituzionale e le risorse di vigilanza si sono concentrate prevalentemente sulle zone della movida e del centro storico, come via Gaetano Daita, l’Olivella, la Vucciria e l’area del Teatro Massimo, dove Prefettura e Questura sono intervenute istituendo specifiche “zone rosse” per contrastare risse e occupazioni abusive. Allo stesso tempo, criticità di natura sociale e strutturale continuano a interessare diverse aree periferiche della città, tra cui Borgo Nuovo e lo ZEN.
Di fronte a questo quadro, il Comitato Cittadino Palermo sollecita un intervento coordinato tra Comune, Prefettura e Forze dell’Ordine. La richiesta non mira a interventi emergenziali o repressivi, bensì all’attivazione di una politica di controllo diffusa, costante e preventiva su tutto il territorio urbano, al fine di garantire la tutela dell’ambiente, la sicurezza dei cittadini e il rispetto sistematico delle regole quotidiane.

“La memoria dei luoghi in questa città e il rispetto per chi vi abita – conclude la nota del Comitato Cittadino Palermo – non possono essere affidati soltanto alle celebrazioni istituzionali. Così come ogni angolo del nostro territorio merita tutela ogni giorno, attraverso il controllo, l’applicazione delle regole e una politica di presidio diffusa su tutte le aree a rischio della città. Siamo consapevoli che c’è ancora tempo per intervenire. Ma occorre farlo prima che l’assenza di controllo diventi essa stessa il vero problema”.



