mercoledì, 11 Febbraio 2026
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Gestione discutibile dei cartellini, gol annullati a sentimento. La direzione di gara di Di Marco (e di tutta la squadra arbitrale) ha lasciato molto a desiderare

Palermo, un toro rosanero alla Corrida di Marassi

Aveva ragione Paolo Conte quando nell’immortale “Genova per noi” cantava “con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così, che abbiamo noi che abbiamo visto Genova”. Perchè Sampdoria – Palermo è stata una montagna russa di emozioni variopinte. Gioia, ansia, panico, depressione, coraggio, eroismo. Picciò, roba che neanche “Inside Out”. Il tutto corroborato da una direzione del sempresialodato signor Di Marco da Ciampino e tutta una squadra di cecchini disseminati qua e là per abbattere le aquile rosanero.

PALERMO, LA SCANDINAVIA È CON TE!

Neanche il tempo di uscire dagli spogliatoi, infatti, che il fischietto laziale si trasforma in un torero che sventola cartellini gialli urbi et orbi manco fossero capotes de brega. La Samp gioca meglio ma il Palermo cala il jolly: combinazione da PSP tra JPP (rabona di Johnsen, petto di Pohjanpalo e destro di Pierozzi) che il torero Di Marco – insieme ai Varistas banderilleros Di Paolo e Monaldi – annullano per motivazioni varie ed eventuali attribuite a Bani. C’è chi parla di alitosi, chi di problemi micotici ungueali, chi di errori in un esercizio di analisi grammaticale in terza elementare: non lo sapremo mai.

Ma siccome San Giovanni non fa inganni, il Palermo in vantaggio ci va ugualmente. La trazione vichinga vista contro l’Empoli ha un colpo di coda per merito del danese Abilgaard, che – invidioso e geloso delle glorie degli amici scandinavi – decide di entrare anch’egli nelle grazie della tifoseria rosanero pur essendo a libro paga dei Doria: punizioncella al curaro di Palumbo e colpo di testa del 28 blucerchiato che Vieri v’ammucciati. Rosa al riposo avanti di uno.

ALL’INFERNO E RITORNO

“Piove piove sul nostro amor” in quel di Marassi o Ferraris che dir si voglia. Ed il Palermo comincia ad imbarcare una quantità d’acqua che risolverebbe i problemi di siccità di ¾ del continente africano. Per la Sampdoria segnano tutti, forse anche Trevor Francis e Graeme Souness (e se non li conoscete è perché non avete fatto la Calciatori Panini negli anni ‘80. Ah, che vi siete persi…). E poco importa se il primo gol dei padroni di casa (utilizzando un metro omogeneo) il buon Di Marco avrebbe dovuto annullarlo. Tre gol blucerchiati a ribaltare la gara – e qui torniamo al mood iniziale del torero Di Marco – avrebbero ammazzato anche un toro.

Invece la squadra di Inzaghi comincia a caricare furiosamente. Palumbo – forse incoraggiato dalle Olimpiadi invernali di Milano Cortina – si traveste da Odermatt ed improvvisa uno slalom gigante sulla fascia destra. Sul suo cross spizzata di Johnsen e Tommy “occhispaccanti” Augello può festeggiare il suo primo gol in rosanero. E quando pare non esserci più tempo, sempre dai piedi cosparsi di polvere magica di quel Tonino di un Palumbo, parte un arcobaleno che Ceccaroni – sempre per tornare alla Plaza de Toros – incorna mettendo alle spalle dell’impallinato Martinelli. Va bene così, mettiamo a riposo le coronarie e – dopo aver attassato un pochino il Venezia (ko al Penzo contro il Modena) – domani tocca concentrarci anche su SüdTirol – Monza e Avellino – Frosinone.

LE PAGELLE

Joronen 6. Dopo un primo tempo tutto sommato comodo, nella seconda frazione gli piove addosso un diluvio di gol sui quali affonda senza fare i soliti miracoli. Depotenziato.

Peda 6. Il polacchino è quello che patisce meno nel pacchetto arretrato. Nel secondo tempo si fa male da solo ed è un peccato.

Dal 62° Ceccaroni 6,5. Appena entrato la Samp buca dal suo lato. Mannaggia. Ma il buon Cecca diventa l’eroe della serata inventandosi la capocciata leggendaria del 3 a 3.

Bani 5,5. Un’ammonizione flash lo costringe a gestirsi. Anche per questo in difesa è meno puntuale del solito. In compenso quando fa capolino in avanti semina scompiglio nella difesa blucerchiata.

Magnani 4,5. Dalle sue parti si balla talmente tanto che sembra di essere al Paramatta in un sabato pomeriggio degli anni ‘90.

Dal 66° Le Douaron 6,5. Forse poco lucido, forse un po’ arruffone, ma “il fantasma di Brest” entra in campo con una garra pazzesca. Lenzuolali tutti, JLD!

Pierozzi 5,5. Voto sette all’esterno alto, voto quattro all’esterno basso. Gli annullano un gol a coronamento di un’azione da sogno e quando scorribanda in avanti sono dolori per la Samp. Quando è la Samp che scorribanda, invece, sono dolori per lui. Dolores.

Gomes 5. Va muovendosi per il manto erboso intriso d’acqua alla ricerca di qualcuno che gli spieghi cosa dovrebbe fare. Prende un’ammonizione sul finire del primo tempo che gli regala una bella doccia calda calda.

Dal 46° Segre 5. Un po’ di vivacità in più, ma il centrocampo rosanero è completamente sovrastato e non si salva neanche lui.

Ranocchia 5. Totalmente fuori giri, non gli riuscirebbe una giocata neanche con le mani. Serataccia.

Dal 83° Gyasi s.v.

Augello 6. Per “Occhispaccanti” vale il ragionamento fatto per il suo dirimpettaio: voto quattro all’esterno basso (ha sulla coscienza il primo gol e dalla sua parte la Sampdoria affonda come il burro), voto otto all’esterno alto (discese, raddoppi, cross taglienti, rimesse laterali simil corner, conclusioni a rete). Bivalente.

Palumbo 7,5. È un diesel che per partire ci mette un po’, ma dai suoi piedi partono lanci dolci come i versi di un poeta e caldi come le pennellate di un pittore espressionista. Entra prepotente come un caterpillar in tutte e tre le reti rosanero.

Johnsen 6,5. Numeri sono d’alta scuola, tanta classe e tecnica. Ma deve imparare a piacersi di meno ed a piacere di più.

Dal 83° Vasic s.v.

Pohjanpalo 5,5. Non la vede praticamente mai, stritolato fra i centrali della Samp come un topolino fra le fauci di un boa constrictor.

Inzaghi 6,5. Se il Palermo la riprende è anche merito suo che ad un certo punto decide di cambiare modulo e mettere tanta qualità dentro al campo.

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