In via Autonomia Siciliana, a pochi metri dal luogo della strage del 19 luglio 199 di via D’Amelio, nascerà il “Centro sportivo educativo Paolo Borsellino”. Ad annunciare l’apertura, prevista per settembre, è anche l’avvio di un progetto artistico di forte impatto simbolico: un murale firmato dal noto Street artist Andrea Buglisi, autore di numerosi interventi pubblici legati alla memoria e all’identità civile come la Porta dei Giganti nei pressi dell’aula Bunker a Palermo e Franca a Corleone.
Alla fine dell’articolo l’intervista video ad Andrea Buglisi
L’opera, pensata per dialogare con i giovani attraverso un linguaggio visivo pop e contemporaneo, racconta sul muro dell’ex Fly Tennis, la figura di Borsellino attraverso immagini potenti e simboliche. Al centro, il giudice bambino stringe tra le mani l’agenda rossa, metafora della verità da custodire e tramandare. Accanto a lui, la figura dell’amico e collega Giovanni Falcone, la Fiat 126 imbottita di esplosivo, e i corvi – simbolo della mafia – che si trasformano in gabbiani, segno di libertà e speranza.

«La realizzazione del murale è un modo per accendere riflettori sulla rinascita di quest’area, e per trasmettere ai giovani un messaggio attivo di memoria e di impegno civile. Un progetto, quello del centro sportivo, che abbiamo condiviso sin dalla progettazione con i figli di Paolo, con il Seminario Diocesano Italo Albanese e gli enti partner di Piana degli Albanesi», ha dichiarato Daniele Giliberti, presidente di Vivi Sano, associazione che ha realizzato e gestisce a Palermo il Parco della Salute al Foro Italico, la Casa delle Ninfee al Parco Piersanti Mattarella e il Parco dei Suoni, spazio inclusivo nato in collaborazione con l’Istituto dei Ciechi Florio e Salamone di Palermo nell’area adiacente al luogo dove sorgerà il nuovo centro.
Alla fine dell’articolo l’intervista video ad Andrea Buglisi
Lo spazio in fase di ristrutturazione grazie al sostegno del Ministro per lo Sport e i Giovani Abodi, da Banca d’Italia e da UniCredit, diverrà un centro sportivo polifunzionale, accessibile e aperto agli abitanti di Palermo e di Piana degli Albanesi, dove lo sport sarà motore di sviluppo sociale, strumento di crescita, inclusione e partecipazione. Un presidio educativo, nato nel cuore di un luogo profondamente segnato dalla storia, per generare nuovi orizzonti attraverso la cultura, l’arte e la pratica dell’attività fisica. Un progetto che intreccia bellezza e memoria, per dare forma concreta al cambiamento.
“Tracce di coraggio – Omaggio a Paolo Borsellino” – Il murale spiegato da Andrea Buglisi




Il murale si sviluppa in orizzontale come una narrazione visiva frammentata e palindroma, in cui memoria, giustizia e impegno civile si intrecciano in un linguaggio grafico contemporaneo, pensato per parlare soprattutto alle nuove generazioni. L’opera rende omaggio a Paolo Borsellino e alla sua eredità morale, ponendo l’accento su momenti simbolici della sua vita, accanto alla figura inseparabile dell’amico e collega Giovanni Falcone.
Sulla sinistra emerge la figura adulta di Borsellino, ritratto in una posa composta ma immersa in un’atmosfera tesa, carica di presagi. Accanto, si riconosce Giovanni Falcone, figura chiave e alleato nella lotta alla criminalità organizzata: la sua presenza silenziosa è segno di un’amicizia profonda e di un destino condiviso. Forme geometriche e segni visivi richiamano l’ambiente urbano e il contesto complesso della lotta alla mafia. Più al centro, l’edificio iconico evoca la strage di via D’Amelio, non come morboso feticcio da mostrare in bacheca, ma rappresentata in chiave simbolica attraverso contrasti cromatici forti e silhouette grafiche.
Alla fine dell’articolo l’intervista video ad Andrea Buglisi
Al centro Paolo, colto in un intimo momento di spensieratezza e sorridente, fa un gesto potente, che richiama la vittoria della legalità sulla mafia alla conclusione del Maxiprocesso, ma che dimostra anche la sua grande autoironia. Accanto, non a caso, troviamo una palma che oltre a rappresentare un elemento tipico della nostra vegetazione, ha un forte significato simbolico e religioso in quanto nel Cristianesimo, la palma è un simbolo di trionfo, vittoria, pace, immortalità e e attributo dei martiri.
Sullo sfondo, la profondità sconfinata del “suo” mare. Altro elemento centrale è la figura di Paolo bambino, che stringe tra le mani la celebre agenda rossa – emblema del mistero, della verità cercata e mai del tutto rivelata. È un gesto che suggerisce continuità: il bambino che è stato diventa il magistrato che sarà, e con lui l’impegno che oggi deve essere raccolto e che richiede ancora indagini approfondite e verità.
A destra della composizione, una Fiat 126 imbottita di tritolo e sormontata da corvi sintetizza con forza il momento tragico della pianificazione dell’attentato, trasformato però in un messaggio di memoria attiva e resilienza. I corvi, emblema della mafia, si trasformeranno in gabbiani: il suo sacrificio non è stato vano, ma ha generato libertà, consapevolezza e desiderio di riscatto.
Il murale parla attraverso un linguaggio che cattura l’attenzione dei giovani, con colori vibranti, trame grafiche e segni che richiamano l’immaginario urbano e contemporaneo. Una narrazione pensata non solo per commemorare, ma per trasmettere valori, domande e consapevolezza ai cittadini di oggi e di domani. Un’opera per ricordare, ma soprattutto per tramandare.
L’INTERVISTA AD ANDREA BUGLISI
