mercoledì, 29 Aprile 2026
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Allarme sicurezza tra violenza diffusa e ritorno mafioso: “Serve una risposta immediata dello Stato”

Palermo sotto assedio, è allarme sicurezza. Corrao: «La solidarietà non basta più»

Una denuncia netta che non lascia spazio a interpretazioni. Emilio Corrao, genero di Rita Borsellino, con delega al contrasto alle mafie, legalità e trasparenza nella segreteria provinciale del Partito Democratico di Palermo, lancia un allarme che intreccia sicurezza, disagio sociale e ritorno di dinamiche criminali strutturate.

«La solidarietà non basta più: è solo il rumore del silenzio contro l’escalation di violenza senza precedenti a Palermo. Una città che ormai troppo spesso si sveglia con ennesimi sfregi alla democrazia. La violenza – spiega con rammarico Corrao – continua a dilagare, colpendo il lavoro quotidiano delle persone oneste che garantiscono servizi essenziali e tengono in piedi, moralmente e materialmente, la nostra città. Tra movida selvaggia, microcriminalità e un fenomeno mafioso che torna a rialzare la testa, Palermo si ritrova a fare i conti con l’emergenza sicurezza che ha ormai superato i livelli di guardia. A Palermo il quadro di sicurezza pubblica rivela la sua crisi ed è ormai diffuso in tutta la città: dal litorale nord al centro storico, fino alle periferie e ai quartieri popolari, si registra un aumento capillare di spaccio, attività illegali e raid predatori. Le cronache recenti documentano episodi sempre più gravi, con intimidazioni armate, colpi esplosi con armi da guerra e azioni paramilitari contro attività commerciali, in particolare a Sferracavallo. Tra fine 2025 e inizio 2026 – continua – si è registrata una crescita di atti intimidatori legati al traffico di droga, a ritorsioni mafiose e a pressioni estorsive, che hanno colpito anche luoghi simbolo come la parrocchia di San Filippo Neri allo ZEN. Leggiamo impotenti di cittadini feriti, omicidi e tentati omicidi, spari durante la movida. Ma anche di episodi inquietanti come il ritrovamento di una testa di manichino o l’arresto di giovanissimi armati. Un clima di tensione crescente e un ritorno a metodi criminali sempre più aggressivi, aggravato dalla facilità di accesso alle armi da guerra».

Le parole di Emilio Corrao arrivano in un momento in cui la città vive una fase delicata, segnata da episodi sempre più frequenti di violenza e da una percezione diffusa di perdita di controllo del territorio.

«A nulla servono multe, sanzioni e decreti contro chi non riconosce la cultura democratica, e ancora meno contro chi vuole imporre con l’uso della violenza un nuovo ordine, scardinando l’assetto democratico – spiega il genero di Rita Borsellino – . Così la città è ingovernabile! Noi cittadini onesti ci sentiamo schiacciati in una doppia morsa: da un lato lo Stato che prova a governare con strumenti inefficaci, dall’altro le associazioni criminali che, con la violenza e modalità simili ad un colpo di Stato, cercano di impossessarsi del governo dei territori. Davanti a questo scenario di vero “assedio” non basta più esprimere solidarietà. Non si tratta più di semplici atti di vandalismo, ma di vere e proprie azioni armate che mettono a rischio la vita di cittadini e lavoratori. Un fenomeno che recluta sempre più giovanissimi, sfruttandone l’incoscienza e la fragilità della loro età, trasformando questi episodi in una vera emergenza sociale che va ben oltre la sicurezza e la vivibilità urbana».

Sul tavolo non c’è soltanto l’emergenza sicurezza, ma una questione più ampia che riguarda il futuro stesso di Palermo, tra il rischio di un nuovo radicamento mafioso e la necessità di ricostruire un patto sociale credibile.

«Il Governo Centrale, quello Regionale e l’Amministrazione Comunale – prosegue il delegato del Pd – non possono più restare a guardare. Serve un intervento istituzionale immediato ed efficace. Ciò che emerge non è una nuova guerra di mafia, ma il segnale pubblico di un compromesso che mostra come la capacità criminale e la riorganizzazione del sistema mafioso stiano tentando di imporsi sul territorio, chiedendo di fatto la resa dello Stato. Come Partito Democratico – sottolinea – richiamiamo da tempo l’attenzione sull’educativa di strada e scuole a tempo pieno. Lo abbiamo detto più volte: la sicurezza dei territori non può essere affrontata soltanto con misure repressive o interventi emergenziali. Per contrastare la crescente fragilità sociale e il coinvolgimento dei più giovani in circuiti criminali, il Partito Democratico ribadisce la propria visione politica e propone un investimento strutturale su tre pilastri fondamentali: educativa di strada, scuole a tempo pieno e coinvolgimento del terzo settore. Il primo pilastro riguarda équipe di professionisti presenti nei quartieri più esposti, capaci di intercettare i ragazzi, accompagnarli e costruire relazioni educative prima che vengano risucchiati da dinamiche di devianza o abbandono. Il secondo punta sulla valorizzazione delle scuole a tempo pieno, moderne, attrattive e ricche di attività culturali, sportive e laboratoriali, in grado di offrire ai giovani un ambiente educativo stabile e opportunità reali di crescita. Il terzo riconosce la necessità di liberare e valorizzare la piena espressione delle associazioni del terzo settore presenti in tutta la città metropolitana: un vero pilastro sociale, capace di fare da collante tra amministrazione pubblica, comunità locali e forze dell’ordine nella gestione della tutela del territorio e della coesione sociale. Tutto ciò premesso, risulta realmente funzionale il potenziamento del presidio territoriale con un aumento significativo delle pattuglie, soprattutto nelle ore notturne e nelle zone periferiche più colpite. È altrettanto necessario il piano di ripristino e implementazione delle telecamere collegate direttamente alle centrali operative, come misura concreta per proteggere chi, con coraggio, continua a resistere: dal terzo settore a chi fa impresa nonostante il clima di paura, i danni economici subiti e il “puzzo del compromesso” che torna a gravare sulla società della nostra città metropolitana. Il mondo associativo coinvolge persone che, come cittadini, hanno non solo il diritto ma anche il dovere di essere parte attiva del cambiamento e dell’evoluzione della città. Per questo l’associazionismo non può essere assente dal tavolo sociale: Palermo è un organismo complesso, fatto di molte componenti, e senza la partecipazione di tutte il patto sociale non può funzionare. Secondo il Partito Democratico, solo integrando prevenzione educativa, presidio sociale e investimenti sulla comunità scolastica sarà possibile rafforzare la sicurezza, ridurre la dispersione e restituire ai territori prospettive concrete di sviluppo. Non possiamo permettere che Palermo diventi “terra di nessuno” in cui l’uso delle armi diventi la normalità. Il diritto alla sicurezza e al libero esercizio di impresa non può e non dev’essere un miraggio. Tutta la cittadinanza attende una risposta immediata dalle Istituzioni – conclude Emilio Corrao -. Lo Stato deve dare un segnale di presenza forte e inequivocabile prima che la situazione diventi irreversibile, prima che il sistema criminale di matrice mafiosa torni a rialzare il tiro contro uomini e donne dello Stato. Palermo ha già dato al territorio nazionale tutti i suoi eroi, adesso tocca alle Istituzioni fare la cosa giusta».

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