venerdì, 24 Aprile 2026
Il Quotidiano di Palermo - Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025 Direttore responsabile: Michele Sardo

Dinosauri, ammoniti e trilobiti destinati al Museo Geologico G.G. Gemmellaro dopo l’operazione della Guardia di Finanza

Palermo, sequestrati fossili di 50 milioni di anni fa: saranno esposti al museo Gemmellaro

Un patrimonio antico milioni di anni torna oggi alla collettività dopo essere stato sottratto al mercato illecito. Sono i reperti fossili sequestrati dai Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, una raccolta di straordinario valore scientifico e culturale che racconta epoche lontanissime e ambienti ormai scomparsi, e che sarà presto esposta al pubblico presso il Museo Geologico G.G. Gemmellaro.

Il materiale recuperato colpisce per varietà e importanza. Tra i reperti emergono esemplari risalenti al periodo Cretacico, riconducibili a generi come Edmontosaurus, Spinosaurus aegyptiacus, Triceratops e Hamadasuchus rebouli, protagonisti di un’era dominata dai grandi rettili. A questi si aggiunge un artiglio di dinosauro dell’era Mesozoica, risalente a circa 66 milioni di anni fa, testimonianza diretta di specie che popolavano la Terra in un passato remotissimo.

Il compendio include inoltre undici fossili di diversa natura: ammoniti, antichi molluschi marini estinti da oltre 50 milioni di anni, fossili vegetali di felci provenienti dall’estero e sette elementi dentari appartenenti a specie animali vissute anche nel territorio siciliano fino a circa quindicimila anni fa. Di particolare rilievo anche una trilobite dell’era paleozoica, dal peso di circa 600 grammi, che arricchisce ulteriormente il valore scientifico dell’intera collezione.

Questi reperti sono stati individuati nell’ambito di un’attività investigativa condotta dai militari della Compagnia di Palermo Punta Raisi, che hanno intercettato alcune spedizioni provenienti dall’estero caratterizzate da evidenti anomalie nelle modalità di trasporto e nella documentazione. I controlli hanno permesso di recuperare 17 reperti fossili, successivamente sottoposti a perizia da parte dei paleontologi del Sistema Museale Gemmellaro dell’Università degli Studi di Palermo, che ne hanno confermato autenticità, provenienza e valore storico-culturale.

Le indagini hanno accertato che i beni erano stati importati in Italia dalla Spagna senza la documentazione prevista dalla normativa europea. In assenza della dichiarazione dell’importatore o della licenza di importazione da presentare alle autorità doganali, i reperti sono stati sequestrati nell’ambito delle operazioni condotte dalla Guardia di Finanza contro il traffico illecito di beni culturali.

La normativa italiana prevede sanzioni rilevanti per chi viola le disposizioni a tutela del patrimonio culturale. L’impossessamento illecito di beni appartenenti allo Stato comporta la reclusione e una sanzione pecuniaria, mentre l’importazione di beni culturali di provenienza illecita può portare a pene più severe, fino a sei anni di carcere.

Grazie all’intervento delle Fiamme Gialle, questi reperti, sottratti a circuiti illegali, potranno ora essere restituiti alla fruizione pubblica.

22.7 C
Palermo

Seguici sui social